El color especial de Sevilla

Musica flamenca e odore di arance per strada, azulejos coloratissimi e architettura arabeggiante: racchiuderei così i tratti che definiscono il volto di Siviglia.

Bastano due o tre giorni per visitare questa meravigliosa città dell’Andalusia e rendersi conto di quanto il clima, i colori, la gentilezza e calorosità della gente e la dinamicità dello stile di vita sivigliano infondano positività e mettano di buon umore.

Siviglia è un intreccio magico di dominazioni, un abbraccio di culture e influenze romane, arabe e cristiane ben visibili nell’architettura, nell’urbanistica e nell’animo degli abitanti della città andalusa.

Siviglia, gioiello dell’Andalusia

Se avete a disposizione un weekend, Siviglia è una meta perfetta che riuscirete a visitare, se non interamente, nei suoi punti salienti.

Tappe obbligatorie sono la Catedral e il campanile la Giralda – anche se c’è bisogno di fare file interminabili per entrarvi – il Real Alcazár, il Parque de María Luisa, la monumentale Plaza de España, il quartiere di Triana e il Mercado, il quartiere Macarena e la Metropol Parasol, chiamato anche Las setas perchè la struttura rimanda appunto a dei giganteschi funghi.

Il Real Alcazár è in assoluto un dei posti più magnifici che abbia mai visitato. Sono uscita dopo più di due ore di esplorazione nel famoso palazzo dei Re, emblema della dominazione araba in Spagna.

L’Alcazár è infatti uno dei palazzi in uso più antichi del mondo e partrimonio dell’UNESCO: arte e cultura musulmana e cristiana convivono indissolubilmente in questa labirintica corte che racchiude l’essenza della storia e del passato della città.

Sono rimasta impressionata dai giochi di luce ed ombre del Patio de las Doncellas, dallo sfarzo e imponenza della cupola del salón de Embajadores, dalla magnifica galería de Grutesco, da cui si possono ammirare gli immensi giardini (ce ne sono circa 10 con nomi differenti). Unico consiglio è quello di prenotare online l’entrata, altrimenti rischiate di passare una mezza giornata in fila all’ingresso.

Altro simbolo della città, Plaza de España racchiude in sé tutta l’essenza di Siviglia: l’acqua che scorre sotto lucentissimi ponti decorati nei più minimi particolari e azulejos che adornano le panche che circoscrivono la piazza.

La piazza simboleggia l’abbraccio della Spagna alle sue antiche colonie; guarda verso il fiume e indica la strada da seguire per l’America. I ponti che rappresentano i quattro antichi regni di Spagna e le panche dedicate alle quarantotto province spagnole rendono a mio avviso questa piazza l’emblema della Spagna per eccellenza.

Siviglia

Un aspetto che mi ha particolarmente colpito è la presenza dominante del verde nella città: anche in pieno centro storico infatti è possibile passeggiare per ampi parchi, curatissimi all’interno e in cui potersi rilassare e allontanare dalla folla turistica del centro. Dopo aver visitato Plaza de Espana vi consiglio infatti di fare una pausa nel Parque de María Luisa, il polmone verde della città.

Triana, il quartiere gitano

Le tradizioni, il senso di appartenenza e l’identità collettiva a Triana convivono con la modernità e la movida. Il barrio Triana è infatti, più che un quartiere, una vera e propria città nella città.

In passato scelto per ospitare il popolo gitano, Triana è il quartiere più gettonato per la vita notturna e si popola già dal tardo pomeriggio con l’aperitivo (in qualsiasi locale una caña costa 0.80 centesimi, un sogno) , per proseguire fino all’alba. Lo stile del quartiere e dei locali che lo popolano è un po’ underground e decadente, e mi ricorda molto il quartiere barcellonese el Raval.

Il quartiere ospita anche il famoso Mercado de Triana: si tratta di un mercato coperto e non troppo affollato, ricco di prodotti locali sia alimentari che non. Ideale per assaggiare jamónqueso, chorizo, olive o dolci tipici e, visto l’ottimo rapporto qualità/prezzo, è il luogo perfetto anche per fare un buon pranzo senza spendere troppo.

In questo quartiere ho avuto la sensazione di conoscere la vera Siviglia, quella lontana dalla folla di turisti e dalle carrozze con i cavalli che ti sfiorano mentre cammini, ed è stata una conferma che lo stile di vita andaluso è dinamico e attivo: la sera si incontrano gruppi di persone di tutte le età a bere nei locali fino a tarda notte; la vita si svolge per la strada e all’aperto molto più che dentro qualche locale, in più nel weekend dell’Immacolata la festa era ad ogni angolo, con processioni e bande che cantavano nel cuore della notte per le strade.

Cosa non perdere a Siviglia?

Non potete non assaggiare il fantastico cibo andaluso e fare l’esperienza del tour de tapas per i locali: Salmorejo, pescaito frito e chicharrones sono tapas imperdibili. E, mi raccomando, birra Alhambra (nonostante la Cruzcampo sia venerata da tutti). Un posto carinissimo e davvero ottimo per provare tapas tipiche è l’Abaceria del Postigo, che si trova in pieno centro storico.

Consigliata anche una tappa a La Carboneria: un’ex fabbrica di carbone dismessa, oggi trasformatasi in taverna molto essenziale e spartana. E’ qui che si può assistere a spettacoli di flamenco tutte le sere sera a prezzi economici mentre si cena o si beve una birra.

Infine, se avete più tempo a disposizione, sicuramente non potete perdervi alcuni posti, tra cui:

  • Il Museo di Belle Arti;
  • Il Barrio di Santa Cruz;
  • L’ Hospital de Los Venerables;
  • L’archivo de Indias.

¡a disfrutar!

Mi chiamo Sara, anima metà marchigiana e metà abruzzese, trapiantata a Bologna. Sono girovaga di professione, amo infinitamente il mare e ho una dipendenza da dolci. Scrivo di ciò che più mi dà motivazione nella vita, il viaggio in tutte le sue forme e interpretazioni. Ho iniziato a scrivere per gioco e grazie alla motivazione della creatrice di questa pagina, e si è rivelata una passione nascosta in un angolino da chissà quanto.
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