Viaggio da sola: lo faccio oppure no?

Di Sara Fedeli

Perché viaggiare da sola: questa è la domanda che molti mi hanno fatto al momento di aver condiviso la scelta di intraprendere un’esperienza in solitaria. Non cerco di dare una risposta definitiva e universale, ma piuttosto attuo un confronto con me stessa pre-partenza. Non avendo mai affrontato un viaggio da sola, penso soltanto all’intreccio di domande che mi sono posta e che mi hanno posto gli altri, spunto di riflessione e, perchè no, prova di coraggio.

Quest’anno ho avuto finalmente l’occasione di programmare il viaggio che è sempre stato nella mia lista dei must do e, arrivata quasi alla vigilia della partenza, non vedo l’ora di veder concretizzato quello che al momento è solo un piano.

Inutile raccontarvi le difficoltà che mi hanno accompagnata nello scegliere le varie tappe, i continui cambiamenti di percorso e le mille incertezze su quale fosse la scelta giusta ad ogni step: quando si tratta di fare la scelta per te e solo con te, i dubbi si moltiplicano anche solo per ciò che potrebbe ritenersi più scontato. Inoltre, nonostante la pianificazione nei minimi dettagli, la sensazione è sempre quella di non aver mai pensato a tutto: appena ci si convince di aver realizzato il piano perfetto, ecco che spunta fuori qualcosa a cui non avevi pensato e via di nuovo a modificare tutto da capo.

Le domande del “lonely traveller”

1- Perché partire sola?

Ritengo che sia un’ottima opportunità per mettersi alla prova, avere tempo per se stessi e per pensare e riflettere, ma soprattutto per meditare!

2- Quali sono le motivazioni che mi spingono?

A quasi 27 anni, dopo anni di “lotta”, un minimo di stabilità lavorativa mi ha concesso un po’ di autonomia, una sfida per capire fino a che punto possa fidarmi di me stessa, un tempo dedicato alla riflessione su chi sono e chi penso di essere. Un tempo di evasione da sfruttare, e adrenalina pura.

3- Ma non hai paura a viaggiare da sola? Non è sicuro per una ragazza!

Inutile dirvi che la reazione più comune alla mia decisione di partire da sola è stata: “Ma davvero vai da sola?, ma non hai paura?, e se poi ti perdi?, e se sei tutto il giorno da sola come fai?”, domande lecite ma anche improprie. Il luogo comune della ragazza che viaggia da sola è da affrontare con un bel sorriso. Ecco i luoghi comuni più gettonati su una donna che viaggia sola: mancanza di senso dell’orientamento, rapimenti ad ogni angolo, estrema solitudine con rischio crisi dopo poche ore, la possibilità di spaventarsi e prendere il primo volo di ritorno disponibile.

4- Lo sconforto e la sfiducia da parte dei parenti: ma come ti è venuto in mente?

Lo zio che non crede che davvero tu possa farcela, la mamma che è seriamente preoccupata per la tua incolumità, la sorella ti guarda con stupore e ammirazione per aver preso una simile decisione… La famiglia intera è preoccupata e inizia a elencare casi (mai sentiti prima e scavati in un qualche giornale di cronaca nera) di ragazze uccise in dirupi e finite a prostituirsi dopo rapimenti ad opera di satanisti… Non un incoraggiamento, insomma.

5- Perchè ho deciso finalmente di farlo?

I motivi sono come sempre soggettivi, ognuno ha un particolare bisogno nel momento in cui si decide di voler fare un viaggio da soli. Nel mio caso, è stata soprattutto la volontà di mettersi in gioco, avere la possibilità di decidere cosa voler visitare, quanti giorni dedicare all’esplorazione e quanti al relax, insomma di avere il pieno controllo del viaggio e l’autonomia di cambiare i piani anche all’ultimo secondo.

6- Cosa mi aspetto dal viaggio?

Mi aspetto di trovare uno spazio per me in cui poter riflettere, non voglio pormi delle aspettative sulla riuscita o meno del viaggio in sé per sé, né della precisione nel seguire i piani e le tappe prefissate. Spero di mettermi alla prova e di dare risposta ad alcune delle domande che mi porterò dietro.

7- Ho deciso, parto da sola: ma dove vado?

Una volta presa la decisione, il mio consiglio è di buttarsi su quella meta o esperienza di viaggio che hai sempre ritenuto essere imprescindibile per te. È l’occasione perfetta per realizzare quel sogno che coltivi da tempo ed è fonte di stimoli ed energie.

Si viaggia davvero”soli”?

Al di là della meta che sceglierai, l’importante è puntare a un’esperienza che permetta di sentirsi a proprio agio e non ti costringa a fare cose inadatte o che non rispecchino il tuo concetto di viaggio.

In realtà ritengo che i viaggi in solitaria siano l’occasione in cui si possano intrecciare rapporti e creare delle connessioni con le persone che si incontrano lungo il percorso nella maniera più spontanea e naturale possibile.

Trovarsi soli in un paese straniero ti porta, infatti, per istinto a essere più socievole e ad aprirti con l’altro, a condividere esperienze con persone sconosciute che incroci nel tuo percorso per i più svariati motivi e che spesso si trasformano in legami solidi e indissolubili.

Nel mio caso, credo che sia l’aspetto che mi abbia maggiormente stimolata a partire sola, in quanto mi darà la possibilità di conoscere persone che hanno fatto la mia stessa scelta e con cui sono sicura di condividere un bagaglio di emozioni e sensazioni irripetibili.

In fondo, anche quando si è davvero soli fisicamente, si entra più facilmente in contatto con il proprio io interiore, stabilendo una sorta di dialogo con se stessi in cui ci si confornta con aspetti della personalità più nascosti o che si tende a reprimere nella quotidianità.

Motivo per cui ritengo che in viaggio non si è mai realmente soli.