Viaggi

Riflessioni di una viaggiatrice in astinenza da viaggi

Il mondo dei viaggi dopo il Coronavirus

Riprendere qualcosa lasciato in sospeso. Rispolverare un’arte, una passione o quello che sia è sempre impegnativo e richiede – soprattutto all’inizio – più sforzo e impegno del solito. Riprendere a scrivere dopo tanto e voluto silenzio è faticoso in questo momento per me; sono passati lunghi, interminabili, spesso bui e strani mesi dall’ultimo articolo sui viaggi che ho scritto. Pochi mesi che pure sembrano separare due mondi, due vite parallele, da quel febbraio.

Prima di questi mesi, scrivere articoli sui viaggi era diventato il mio passatempo oltre che impegno settimanale: le occasioni di viaggio erano infinite e molteplici, ogni weekend era buono per prendere il volo più economico per fare toccata e fuga in qualche capitale europea, il treno o il Blablacar dell’ultimo minuto per delle gite fuori porta, progetti infiniti di viaggioni in capo al mondo e lunghi mesi interi.

Ogni settimana mi fissavo l’obiettivo di curare la sezione interamente dedicata al viaggio di Punto Nemo, sotto l’occhio esperto e vigile della owner Marianna, che a sua volta aggiungeva una buona dose di articoli sui suoi altrettanto infiniti viaggi.

Ma cosa è successo da quando si è smesso di viaggiare? Come si affronta un anno (o più?) in cui si ha la certezza che non si potranno fare molti viaggi? Com’è cambiata la nostra concezione del viaggio e come si prospetterà il futuro dei nostri weekend a caccia di offerte low cost post pandemia?

Mi piacerebbe rispondere a tutte queste domande ma, purtroppo, ad oggi, il più è incerto. Di certo è totalmente cambiata la nostra percezione del viaggio: nei mesi del lockdown era diventato un miraggio, per poi mano a mano riprendere a piccoli passi ad approcciarsi all’idea di poter salire su un treno più o meno affollato, a un’idea di un weekend fuori e, chissà, magari qualche viaggio più lontano. Ma sembra di navigare in acque incerte: il viaggio ha perso la sua connotazione più rilassante per cedere il posto all’ansia e al disagio.

Forse sono io esagerata oltre che disabituata a spostarmi di frequente: in 7 mesi ho visitato solo due posti, per cui pensare al viaggio in questi giorni (soprattuto vista la situazione in netto peggioramento) non mi rilassa di certo.

Ecco una piccola lista delle ansie pre-partenza e durante un viaggio tipiche di questo periodo:

  • Il must have in valigia dell’estate: pacchi di mascherine di vario genere per ogni occasione! Da quella leggerissima per non soffocare in spiaggia, quella figa e cool per uscire la sera, quella più seria per i viaggi in treno o in bus;
  • L’incolmabile disequilibrio tra l’obiettivo di rispettare al massimo le regole di distanziamento e di sicurezza e la gente intorno a te che se ne strafrega, tanto che anche l’aperitivo tranquillo post mare diventa un ottimo motivo per farsi assalire dall’angoscia;
  • Le corse ridotte dei treni e i prezzi altissimi ti costringono a sborsare una buona parte dello stipendio anche solo per mini viaggio.

Potrei continuare all’inifinito per entrare nel vortice della paranoia, ma meglio non angosciarvi proprio a ridosso delle ferie.

Che fine faranno i nostri weekend low-cost?

Tutto sembra mirare alla nostra mania della caccia all’offerta di voli a 9,99€. Il turismo di massa è sicuramente stato messo a dura prova: non a caso, i simboli del turismo di massa come le crociere e le compagnie aeree low cost, che negli anni passati hanno contribuito a rendere accessibile il viaggio anche a chi non era solito muoversi all’estero, sono stati i soggetti più colpiti. Sicuramente il valore che avevano acquisito negli ultimi anni dovrà essere rivisitato: in questa nuova epoca di distanziamento sociale non sarà infatti più possibile puntare riempimento degli aerei o delle navi.

Per noi abituati a partire quasi ogni weekend, a prenotare voli come fare la spesa al supermercato, di certo noteremo la differenza.

Dove finiranno quindi i nostri weekend low-cost a Londra o a Berlino? Con cosa li rimpiazzeremo? Sicuramente avremo più tempo per scoprire piccoli posti vicino casa, scoprire l’Italia o il proprio rispettivo Paese d’origine, ma per quanto tempo saremo disposti a voler restare vicino casa, dentro i propri confini? Siamo davvero convinti che questa sarà una tendenza permanente nel futuro?

Breaking the silence

Penso sia ormai chiaro che questo articolo non racconta di viaggi. Lo definirei un manifesto di un nuovo inizio, di un nuovo ritmo di questa sezione dedicata al viaggio: un ritmo sicuramente più lento, in cui magari non riuscirò a parlarvi di meravigliosi viaggi in posti lontani ed esotici, ma che piano piano riprenderà la sua strada e seguirà il suo percorso.

Gli articoli potranno sempre più prendere la forma di mini pillole di viaggi e di riflessioni, sfoghi misti a domande retoriche e non. Seguiremo insieme l’evolversi della situazione.

L’importante per ora era rompere il silenzio e porvi diversi spunti di riflessione su cosa sarà il futuro dei nostri viaggi.

Mi chiamo Sara, anima metà marchigiana e metà abruzzese, trapiantata a Bologna. Sono girovaga di professione, amo infinitamente il mare e ho una dipendenza da dolci. Scrivo di ciò che più mi dà motivazione nella vita, il viaggio in tutte le sue forme e interpretazioni. Ho iniziato a scrivere per gioco e grazie alla motivazione della creatrice di questa pagina, e si è rivelata una passione nascosta in un angolino da chissà quanto.

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