Tragodia è uno spettacolo scritto e interpretato da Emanuele D’Errico, con la regia di Ettore Nigro, in scena al teatro Elicantropo di Napoli dal 14 al 17 dicembre.

Tragodia è uno spettacolo il cui simbolismo è già insito nel nome, che pone domande senza dare le risposte, come ogni opera d’arte dovrebbe fare.

Ma Tragodia è soprattutto uno spettacolo che tiene lo spettatore con gli occhi incollati al palco.

 

 

Descriverne la storia appare piuttosto riduttivo, forse limitante, perché passa in secondo piano dinanzi al viaggio onirico in cui ci conduce il protagonista Guglielmo Belati. Ci si può innamorare di una capra?, l’ironico interrogativo che sorge. Forse sì, se quella capra ci salva dalla paura di cambiare. O forse è proprio cambiare che vogliamo?

Gugliemo, narratore onnisciente, racconta e si racconta con l’ausilio di maschere che rappresentano altri personaggi, sempre interpretati dal sapiente e unico attore D’Errico, che fa dimenticare allo spettatore di stare assistendo a un monologo. Riesce talmente bene a cambiare ruolo e stile, perfino tonalità, fino a passare al dialetto, che sembra di stare di fronte allo spettacolo di un’intera compagnia teatrale.

Tragodia non stanca, e anzi, un susseguirsi di domande continue – tramite l’utilizzo della metafora – lasciano l’attenzione alta.

Da una sala d’attesa in cui il proprio numero non compare mai sul tabellone, si passa alla discesa di centinaia di scale (a chiocciola) per giungere a un mondo diverso (migliore?) che pure conduce allo stesso punto. Uomini o animali, dov’è che siamo diretti? Se è l’amore che spinge inizialmente il protagonista ad andare alla ricerca, in realtà capiamo ben presto che il viaggio di Guglielmo Belati è introspettivo, alla ricerca di sè più che dell’altro. Cosa trova non possiamo dirlo con certezza, è la messa in dubbio il tema centrale di questo intenso spettacolo.

Il movimento in scena è fondamentale, magistralmente studiato. I pochi oggetti di scena sono funzionali; la dinamica del movimento ben architettata e indispensabile allo svolgimento della storia. Soprattutto credo sia grande la virtuosità dell’attore che, tra l’altro, ha anche il merito di essere l’autore del racconto portato in scena.

Non manca un’ironia sagace, per niente scontata, che però trascina con sè sempre un punto di domanda.

 

 

Qui per voi il trailer di Tragodia: https://www.youtube.com/watch?v=lcxMohIY9_c