Swiss army man

Questo è un film assurdo. Assurdo, macabro e commovente. Sarete tentati di cambiare canale, spegnere la tv o il pc, ma fareste un errore.

Hank : Because I’m just a scared, ugly, useless person.

Manny: But maybe everyone’s a little bit ugly. Maybe we’re all just dying sacks of shit, and maybe all it’ll take is one person to just be okay with that, and then the whole world will be dancing and singing and farting, and everyone will feel a little bit less alone.

Hank: Manny, you have no idea how nice that sounds.

Hank si trova su un’isola deserta, probabilmente naufrago, e decide di suicidarsi quando scorge un cadavere sulla riva, un Daniel Radcliffe multiuso, un coltellino svizzero – come suggerisce il titolo.

Quel cadavere diventerà il suo migliore amico, iniziando pian piano ad animarsi, e l’amicizia tra un vivo e un morto, un normale e un anormale, diviene il fulcro per raccontare gli esseri umani, nelle loro debolezze, dietro la bellezza semplice della vita.

Hank si chiede se non sia tutto frutto della sua immaginazione, un cadavere di nome Manny che gli fa compagnia. Potrebbe essere una strategia del suo cervello perché eviti di pensare di stare morire, ma anche se fosse? Inoltre, Hank rivivrà giorni della sua vita, quelli in cui non ha avuto il coraggio di agire, o di amare, solo per realizzare che è un uomo spaventato, e che lo siamo tutti.

Manny: You wanna go home, so you can have love?

Hank: Yeah.

Manny: But you ran away ‘coz nobody loves you?

Hank: That’s not true.

Manny: You’re broken and empty and dirty and smelly and useless and old. You’re like trash, right?

Infine, scorreggiare, in questo film, è liberazione. Perché un mondo in cui ci si deve vergognare dei propri peti non è poi così giusto, ed è meraviglioso avere almeno un amico al mondo con cui poterlo fare in libertà.

Non scandalizzatevi, dietro l’apparente follia si nasconde la metafora della vita umana, un misto tra un’acuta malinconia e una feroce gioia.

Sono Marianna, scrivo cose, a caso?, per caso. Sono una (s)content creator, ho paura delle balene, ho sempre nostalgia di Parigi e mi diverto immaginando nomi da dare a un cane che ancora non ho. Ogni tanto soffro di logorrea, non ho tempo di scrivere ma mi narro storie nella testa. Vivo con personaggi che non esistono, ma non sono pazza, non troppo, giuro.
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