Si sta facendo sempre più tardi di Antonio Tabucchi

Per andare sul sicuro, leggere sempre qualcosa del maestro Tabucchi. Un romanzo molto diverso dagli altri ma che conferma ancor di più la sua incredibile capacità di usare le parole.

Romanzo in forma di lettere. Ogni lettera è una storia indefinita, non sempre comprendiamo il luogo, la relazione tra mittente e destinatario, ma c’è sempre qualcosa che lega un po’ tutto ciò che è scritto. Come la domanda su che cosa guida le cose, la risposta è ” un niente”, così come la profondissima nostalgia che ogni parole suggerisce. L’idea di Attuale, del tempo, del senso e dello scrivere. Ogni lettera è intrisa di malinconia e amore, per questo hanno un qualcosa di struggente e delicato.

“Avevo desiderato di averti conosciuto già quando ti conobbi.

La descrizione minuziosa dei paesaggi – diverse città, diversi momenti del passato – ti fanno sentire sapori e odori, l’Immaginario si espande e amplifica la lettura. Riflessioni sul tempo che non torna, su ciò che non è stato, su quanto sarebbe potuto essere forse diverso.

Mi sembra che senza il tuo corpo le mie mani abbiano perduto il tatto.

Bisognerebbe leggerlo piuttosto che parlarne, prendere una lettera così a caso e rileggerla più volte. Gustarla, lasciarsi inebriare. Impossibile non amarlo, Tabucchi mette insieme un ricordo, una fotografia, un momento e li trasforma in magia.

“Penso che ti scriverei che non sapevo che il tempo non aspetta, davvero non lo sapevo, non si pensa mai che il tempo è fatto di gocce, e basta una goccia in più perché il liquido si sparga per terra e si allarghi a macchia e si perda. E ti direi che amo, che amo ancora, anche se i sensi sembrano stanchi, perché lo sono, e quel tempo che era così rapido e impaziente, ora è lunghissimo da passare in certe ore del pomeriggio, soprattutto sul fare dell’inverno. […] E ti direi anche che ti aspetto, anche se non si aspetta ciò che non può tornare, perché per tornare ad essere ciò che fu dovrebbe essere ciò che fu, e questo è impossibile.”

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