Salone-del-libro-2019

Il Salone del libro di Torino, 2019

Nonostante le svariate critiche di quest’anno per lo stand della casa editrice Altaforte, dichiaratamente fascista, quest’anno il Salone del libro 2019 c’è stato, e ha avuto una gran partecipazione, aggiungerei.

Il Salone consisteva in tre padiglioni + 1 stracolmi di stand di case editrici e/o associazioni culturali, il paradiso di ogni bibliofilo in cerca di nuovi libri. A parte i colossi editoriali a cui non mi sono avvicinata se non per un’occhiata, l’occasione da cogliere al Salone del libro di Torino consiste nella scoperta delle piccole realtà editoriali. Queste ultime sono composte da editori e scrittori appassionati, aperti al dialogo e pronti sì a venderti ogni loro prodotto, ma con l’evidente e onesto amore per i libri e per il proprio mestiere. Questo è stato per me il Salone: chiacchierare con editori convinti e scoprire storie sconosciute ai più.

Casa Editrice Splen

Una casa editrice siciliana con una grafica meravigliosa. Le illustrazioni delle copertine sono a dir poco magnifiche, e anche la curiosa caratteristica di avere una sorta di grafica al contrario rende i libri editi da Splen molto accattivanti. Ma anche il contenuto non è da meno, e le storie proposte sono tutte particolari.

D Editore

Nata come casa editrice di architettura, D Editore adesso punta a libri molto innovativi (ad esempio, di neoantropologia). Io ho scelto Datafication, ma non nascondo di essere stata tentata da molti dei loro testi, anche grazie alla simpatia e alla bravura del ragazzo allo stand, alla mano e socievole.

Hoppipolla

Hoppipolla è per me sempre stata un’idea geniale. Una scatola a sorpresa colma di prodotti di cultura indipendente: l’unione dell’inaspettato e del ricercato, di vari formati e di vari oggetti, è semplicemente vincente. E ora Hoppipolla pubblica libri, così ho acquistato Khalat di Giulia Pex, che era anche lì per il firma copie (ma non era propriamente socievole, diciamo).

Effequ

Interessante lo stand della casa editrice Effequ, con la sua collana di saggi pop e la scelta di autori italiani e tematiche coinvolgenti, motivo per cui comprerò sicuramente qualche testo, anche di narrativa.

Salone del libro, Torino, 2019

Conoscere gli editori dal vivo

Accattivante lo stand di Ippocampo, che davvero è in grado di proporre un catalogo innovativo. Non mi ha di certo deluso Iperborea, seppure non proponeva nessuno sconto sconvolgente, a differenza di Mimemis che si conferma, per i miei gusti, una delle case editrici più interessanti d’Italia. Purtroppo minuscolo lo stand de Il Saggiatore, e fin troppo piccolo anche quello di Keller a cui volevo far visita grazie alla sua nuova collana di reportage. Nella scelta (infinita) immancabile è la sosta da Hacca Edizioni, Nottetempo e Marcos y Marcos.

Ho trovato palese la nuova intenzionalità delle case editrici di innovarsi al digitale, proponendo testi ibridi tra parole e immagini. Una parte enorme del Salone era sicuramente dedicata a graphic novel e fumetti, che soprattutto da Becco giallo si vendevano via come il pane; non scherzano Carthusia e Fandango.

Gli incontri

Inutile dire che c’erano incontri, dibattiti e scambi davvero interessanti al Salone del libro 2019. Eppure per entrare in ogni sala bisognava prepararsi parecchio tempo in anticipo, motivo per cui ho purtroppo perso molti eventi. Ho deciso di fare la fila per Marco Missiroli, peccato che ho addirittura lasciato la sala durante la presentazione a causa delle frasi fatte che sparava a raffica. Se qualcosa da criticare c’è, a questo evento così interessante e magico, è la troppa vendibilità di alcune figure che dovrebbero, in un momento come questo, dimostrarsi intellettuali e non venditori di patate.

Folla grande per Alberto Angela, in giro potevi incontrare Bjorn Larsson e c’era (purtroppo) anche la Sparaco; insomma il Salone è un calderone di cultura e personaggi, libri ed editori. Conserva la sua bellezza proprio perchè dà voce anche alla piccola editoria, perchè consente il confronto diretto coi libri e con tutto quello che c’è dietro.

Per le foto degli stand, vai sulle storie in evidenza del profilo di Punto Nemo.

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