Recensioni

I pesci non chiudono gli occhi di Erri de Luca

Un autore che scrive in modo sublime, capace di esprimere una grande delicatezza e sensibilità. Una storia d’infanzia, di un ragazzino che bambino sembra ma non è, e neanche adulto.

SINOSSI: “A dieci anni l’età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D’estate si concentra una fretta di crescere. Un uomo, cinquant’anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l’abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano.”

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Ho sempre pensato a Erri de Luca come a uno scrittore è speciale, e lo si dimostra anche in questa storia, leggibile in poche ore. Scorrevole, con una vena di romanticismo. L’odore del mare si mescola alla nostalgia dell’infanzia, al bisogno di crescere che, poi, non è mica una scelta. Se una pecca c’è è che i dialoghi sono fin troppo per essere pronunciati da due bambini. Sembra davvero che siano troppo adulti, per niente acerbi, già consapevoli.

Si sfiorano temi in modo semplice ma non banale: l’amore, la crescita, la giustizia.

Se anche tu vedessi quello che vedo io, non chiuderesti gli occhi.

Un romanzo leggero che ti sprona a riflettere, ti sospinge in una malinconia dolce. Libro tra l’altro famoso per la sottolineatura del verbo “mantenere”, tenere per mano.

Il volersi bene si costruisce. L’amore lo senti immediato, non ha tempo. È dire “ti sento” un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio. Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro.

Non manca l’amore, quello acerbo che non sa dove sta andando. Per questo ancora più tenero, così ripensato anni dopo dal protagonista ormai cresciuto.

Quell’amore pulcino conteneva tutti gli addii seguenti. Nessuna si sarebbe fermata, non avrei conosciuto le nozze, niente fianco a fianco davanti a un terzo che domanda: “Vuoi tu?”. L’amore sarebbe stato una fermata breve tra gli isolamenti. Oggi penso a un tempo finale in comune con una donna, con la quale coincidere come fanno le rime, in fine di parola.

 

 

Sono Marianna, scrivo cose, a caso?, per caso. Sono una (s)content creator, ho paura delle balene, ho sempre nostalgia di Parigi e mi diverto immaginando nomi da dare a un cane che ancora non ho. Ogni tanto soffro di logorrea, non ho tempo di scrivere ma mi narro storie nella testa. Vivo con personaggi che non esistono, ma non sono pazza, non troppo, giuro.

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