F come Casa

F come Casa

Un’elegante sciatteria accompagna le movenze di F e riluce sul suo fisico magro e sul viso, velato di un trucco volutamente invisibile. Nessuno lo sospetta, ma F passerebbe ore soltanto ad abbellirsi. Ci sono tante cose che non si intuiscono di lei, perchè la sua immagine confligge dissonantemente con la sua essenza più intima.

Uno dei suoi segreti, ad esempio, è la vanità. Non si direbbe dall’esterno, perchè F prima che vanesia è gentile, così educata che non sa mai dire di no. Per questo motivo si trova spesso in situazioni complicate, da cui sarebbe anche facile uscire se non fosse che, goffamente, non riesce a essere diretta e schietta. E quindi preferisce compiacere, anche a costo di troppi sacrifici. Per questo non si ritiene egoista, anche se, a dirla tutta, le due cose sono ben diverse. Ogni volta che dice una bugia per scappare da queste complicanze, si incastra con le sue stesse mani. Fabbrica  da sola le sue catene di cartone.

Il tono di voce di F, così basso, simula una raffinatezza che, per fortuna, sa quando abbandonare, rompendosi in risate stridule. Si ritiene una persona ironica e a buon ragione, ma soprattutto cede a scoppi di ilarità, specie quando è stanca. Allora è difficile fermarla, tanto che si scioglie in buffi balletti e mosse esilaranti. Che poi è F perennemente stanca, sfibrata, perchè lotta di continuo contro la sua inerzia, e soprattutto lotta per non perdersi troppo nelle sue fantasie più reali del reale. Lotta anche contro il mostro sotto il cuscino, l’ansia della fine, tanto che a volte, per paura, non inizia nemmeno. Lotta anche contro i germi, tanto che tira sempre lo sciacquone con il piede, poi però non si fa alcun problema a sedersi su un marciapiedi, ed ecco come le sue contraddizioni affiorano.

Poi é in perenne ritardo, prende a pugni il tempo ma esce sempre perdente, per cui la immagino sempre di fretta, una finta fretta in cui trova scuse per tardare ancora di più. Ha il potere di rallentare anche quando non è necessario. Il suo migliore amico è il suo cane, ma il suo più rivale grande resta sempre il tempo, tanto che l’idea della vecchiaia la angoscia. Nonostante mangi a più non posso, pensano tutti che sia malnutrita: ma a vederla rubare le verdure dalla pentola e divorarle con gusto e versi di apprezzamento, si capisce quanto sia famelica. Se esistesse un paradiso, forse il suo sarebbe una porzione di friarielli al peperoncino con un bicchiere (o una bottiglia) di vino. Pare che suo padre faccia gli spaghetti alle vongole migliori del pianeta. F mangia con una voracità animalesca, i capelli lunghi che si muovono, lucenti, dopo aver subito almeno due ore di trattamento post shampoo. Poi però é anche una ballerina, e allora si fa uno chignon, anch’esso sciatto e distratto, e la compostezza si perde ad ogni lezione. Lei ama danzare ed è perfino dotata, ma non lo ammetterebbe mai, anche perché per quanto cerchi di offuscarsi la mente con continue distrazioni, in realtà è una critica impietosa. Di sé e degli altri, solo che non ha mai la forza di imporsi, soprattutto con se stessa.

F ha un sacco di sogni, ma fa molto poco per realizzarli, per il semplice fatto che lei predilige l’immaginazione al reale. E sognare con lei è elettrizzante, ha il sapore di speranza. Per quanto le piacciano le sicurezze e le abitudini, sa cosa vuol dire sentirsi vivi. Viaggiare le dà la carica, una spinta accelerata alla sua immaginazione.

Non ci sono molte vie di mezzo, con lei, perché una volta che hai accesso privato al suo mondo, sei sua. Ti vorrebbe come una bambola splendente, nella sua stanza disordinata, a farle compagnia tra i suoi pensieri onirici. Ti accoglie senza reticenza. Il contrario, entrare nello spazio altrui, non le va a genio, e così stabilisce i suoi confini. A volte, se non stai a queste regole, F é vendicativa, ma le sue punizioni sottili, se la conosci, sono solo sintomo della sua possessività.

F soffre tantissimo, e quasi sempre in silenzio. Non sa neanche come gestirlo, il dolore, ma non importa. Prende la sua sofferenza, la appollottola e prova a nasconderla. Quando piange non fa rumore.

F è e resterà sempre come un’altra strana me che girovaga per il mondo. Un mio alter ego di cui conosco angoli e forme, spigoli e curve. Una casa, F è come casa mia.

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