Viaggi

Martinsicuro, terra di confine tra l’Abruzzo e le Marche

Quante volte mi è capitato di dover dire da dove venissi e quante volte questa domanda mi ha messo in crisi per lo stesso motivo: come spiegare esattamente l’essere nati e cresciuti al confine tra due regioni? Nel mio caso parliamo di Martinsicuro, e raramente mi vien chiesto cosa c’è da vedere lì!

E quante volte ho dovuto rispondere alla domanda: ti senti più abruzzese o marchigiana?, domanda a cui ancora oggi faccio fatica a rispondere. Per i più, ho un accento non riconducibile a nessuna regione in particolare, un miscuglio di cadenze influenzate da colleghi, coinquilini e compagni di università che mi hanno lasciato qualcosa della loro eredità linguistica in questi ultimi 9 anni e mezzo passati fuori casa.

Gli abruzzesi “veri” mi ripudiano, ovviamente per loro il mio è chiaramente un accento marchigiano. I marchigiani mi ricollocano gentilmente dopo il fiume Tronto, che per loro segna il confine tra la civiltà e il cosiddetto “Bronx” o Terzo Mondo. I nordici a fatica riconoscono le regioni Marche e Abruzzo, molti mi dicono che vengo da quel conglomerato indefinito in cui ci sono forse anche l’Umbria, il Lazio e il Molise. Per i meridionali, invece, sono addirittura nordica, dato il mio scarso attaccamento patriottico alla terra natale e al mancato rispetto delle rigorisissime tradizioni: per loro, assomiglio a una freddissima polentona senza radici.

Tra noi stessi compaesani c’è una sorta di lotta e conflitto interiore tra chi è fedelissimo alla linea abruzzese e chi, invece, ammette di avere qualche discendenza marchigiana. Quindi, al tentare di spiegare da dove vengo, rispondo sempre con un mini discorsetto ormai imparato a memoria che rimane, però, una sorta di rebus irrisolto.

Quello che però mi preme raccontarvi è che questa terra di confine, per lo più sconosciuta o silenziosamente poco considerata dai media, nasconde un fitto intreccio di tradizioni, origini e tratti che la rendono unica e doppiamente ricca.

Martinsicuro, prima spiaggia d’Abruzzo

Partiamo dal mio paese d’origine, nonché primo paese d’Abruzzo venendo dal nord. Descrivere il proprio paese natale in vesti quasi neutrali e con occhi da osservatrice esterna è praticamente impossibile, ogni posto parla e racconta una storia che distorce la realtà.

Dall’insegna all’entrata del paese sembra di essere piombati in un western anni ’70: qualche cartello sgangherato e arruggunito, grandi buche per strada ed edifici fatiscenti qua e là. L’apparenza, come sempre, inganna.

Martinsicuro fa parte delle sette località del litorale abruzzese conosciute per le sue spiaggie e il suo mare, che negli anni hanno ottenuto il riconoscimento “Bandiera Blu”, insieme alle vicine Alba Adriatica, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi Marina.

Sorta dalle rovine dell’antica Trentum, insediamento che faceva parte del regio V Picenum in epoca romana, Martinsicuro nasconde anche un importante passato storico, di cui rimangono oggi tracce visibili dagli scavi del ’92 che hanno portato alla luce le antiche rovine.

Inutile dirvi, però, che il mare rappresenti l‘essenza del paese. Un paese di gente di mare, di persone umili che valorizzano ciò che questa terra ha dato loro di più prezioso.

Il bello del litorale martinsicurese è il suo essere selvaggio e incontaminato: nonostante gli stabilimenti balneari sorti negli ultimi anni, gran parte della costa è libera e comprende un bellissimo tratto di biotopo costiero con dune, vegetazione e specie animali protette.

Martinsicuro in pillole

Ma quali sono i luoghi preferiti dai martinsicuresi? Sicuramente ogni martinsicurese ha dei posti del cuore, che giustamente cambiano in base a preferenze personali e via dicendo.

Qui alcuni che rientrano nei miei preferiti e che consiglierei a chiunque si trovi a passare per queste terre:

  • Una passeggiata al molo, da dove si può ammirare il confine con le Marche: dal molo infatti c’è un bellissimo percorso immerso nel verde che percorre la foce del fiume Tronto e prosegue attraverso la riserva naturale della sentina, fino ad arrivare alle prime località marchigiane di Porto D’Ascoli e San Benedetto del Tronto.
  • Pista ciclabile: se siete appassionati di biking, non c’è niente di meglio del percorso ciclabile che attraversa il lungomare di Martinsicuro e che prosegue verso sud fiancheggiando mare da un lato e pinete dall’altro, passando per Alba Adriatica, Tortoreto e Giulianova. Potete continuare quasi all’infinito (il problema non è tanto l’andata quanto il ritorno, e soprattutto se decidete di farlo in piena estate rischiando di ustionarvi..qualcuno ne sa qualcosa).
  • La Torre di Carlo V, costruita nel 1547 a difesa delle incursioni saracene, che ospita al suo interno il museo Antiquarium Castrum Truentinum e il percorso in salita fino al centro storico di Colonnella, piccolo borgo sulla collina martinsicurese da cui si può ammirare il panorama della costa del Val Vibrata.
  • Tramonto in campagna: in alcuni punti ci sono tratti di campagna aperta da cui è possibile intravedere da lontano la collina marchigiana e le montagne che circondano Ascoli Piceno. Al tramonto l’atmosfera è surreale.

Cucina e dialetto

La buona cucina di pesce a Martinsicuro regna sovrana. Come non provarla? Premettendo e sottolineando che in qualsiasi ristorantino, locale, chalet e lido ti voglia fermare mangerai sempre bene, non posso non consigliare la fantastica cucina del ristorante Leon D’Or, che rispecchia la semplicità e la freschezza del nostro mare.

Vi ricordo che siete al confine tra due regioni e quindi la cucina rispecchia l’incontro tra le due tradizioni culinarie: è assolutamente normale per noi avere a tavola allo stesso tempo olive all’ascolana e arrosticini.

Stesso mix esplosivo che si ritrova nel dialetto martinsicurese, che ha molte caratteristiche in comune con il dialetto sambenedettese, pur avendo anche molte similitudini con i dialetti teramani.

Un vero e proprio intreccio e alternanza di cadenze e modi di dire abruzzesi e marchigiani, per un risultato incomprensibilmente unico: insomma n’ si capisc nind.

Martinsicuro quindi racchiude in sé gli elementi chiave di due regioni: il profumo del mare, il verde delle colline, gli scorci di montagna, la buona cucina, la semplicità e la gentilezza delle persone.

Pronti a varcare il confine con le Marche? Nel prossimo capitolo!

Mi chiamo Sara, anima metà marchigiana e metà abruzzese, trapiantata a Bologna. Sono girovaga di professione, amo infinitamente il mare e ho una dipendenza da dolci. Scrivo di ciò che più mi dà motivazione nella vita, il viaggio in tutte le sue forme e interpretazioni. Ho iniziato a scrivere per gioco e grazie alla motivazione della creatrice di questa pagina, e si è rivelata una passione nascosta in un angolino da chissà quanto.

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.