Lisboa malinconica e intrigante
Lisboa malinconica e intrigante

Lisboa malinconica e intrigante

Quasi due anni con i piedi a terra. Non so ancora descrivere bene la sensazione che ho provato al momento del decollo: sentirsi leggero, lontano e sbrigliato dalle catene dopo tanta immobilità, forzatura, alienazione.

Dopo quasi due anni ho scelto di riassaporare la libertà del viaggio, dello scoprire il nuovo in una terra, però, già conosciuta in quell’ormai lontano 2019: il Portogallo e la sua anima malinconica, i suoi sapori e le sue melodie struggenti, ma anche i colori vivi dell’oceano, delle bouganville e degli azulejos.

Lisbona si è fatta trovare dormiente, quasi tramortita dall’effetto di un sonnifero, silenziosa e spopolata: a causa delle restrizioni per il contenimento della quinta ondata provocato dalla variante Delta, la città è quasi chiusa, pochi sono i turisti in giro per le viuzzole in salita del Bairro Alto e dell’Alfama, i ristoranti e i bar hanno pochi tavoli preparati, regna un sottofondo di leggera musica e vento fresco.

È dura doversi adattare ai ritmi delle restrizioni, che impongono la chiusura quasi totale di tutte le attività durante il weekend e del coprifuoco anche durante la settimana: il tempo del turista deve quindi adattarsi a sveglie di buona mattina, principalmente pranzi fuori e passeggiate all’aperto fino al crepuscolo, per poi trovare una soluzione carina e inventiva per la cena entro il coprifuoco e la serata in casa. Sì, è una scocciatura, ma questo non impedisce assolutamente di ingegnarsi e adattarsi per godere delle meraviglie della città, come d’altronde abbiamo dovuto fare con la nostra vita.

I miei tre giorni a Lisbona hanno raccolto in mini pillole l’anima vibrante della città e della cultura portoghese: partendo dallo storico giro della città nel tram 28, in una domenica mattina soleggiata e silenziosa, che attraversa il cuore della città in uno sfrecciare di azulejos coloratissimi e viuzze strette e ripide. Sosta con pastéis de nata a Praça do Comércio, la porta della città sull’oceano, per proseguire per la Cattedrale del Sé, l‘elevador de Santa Justa e sbucare nei vicoletti dell’Alfama fino alla Porta del Sol e del suo magnifico Miradour panoramico a strapiombo sul mare.

Un pranzetto economico e salutare a base di peixe asado per poi salire su per il Castelho, perdersi nei mini vicoli che lo circondano, per poi scendere fino a Baixa-Chiado, il quartiere dei negozi scintillanti e dello shopping. La serata prosegue al tramonto spettacolare dal Miradouro da Graça, il più suggestivo della città, dove si raccolgono i ragazzi per bere una birra e guardare l’immensa distesta della città e dei suoi tetti bordeaux.

Lisbona
Praça do Comércio

Il giorno successivo è la volta di Belém, famosissimo quartiere nella parte occidentale di Lisbona e ricco di storia e cultura, ma conosciuto soprattutto per i magnifici pastéis de Belém, una goduria per i golosi dei dolci, il mio regno!

Belém è di solito uno dei quartieri più affollati della città, e il caffé storico Fabrica de Pastéis de Belém brulica di turisti e ed è riconoscibile per le lunge file all’ entrata: nulla di tutto questo, entriamo dritte nel caffé senza intoppi e ci guadagniamo il tavolo in prima fila. Vi lascio solamente immaginare la goduria nell’assaggio del pastel caldo e friabile di crema pasticcera insieme a un ottimo caffè. Assolutamente da provare.

Lisbona, pastéis de Belém
Pasteis de Belém

Belém è un quartiere ricco dal punto di vista architettonico, ed è infatti dal caffè che si può iniziare un mini tour partendo dall’imponente Monasteiro dos Jeronimos, rinfrescarsi per il Jardim da Praça do Imperio fino ad arrivare di fronte al fiume Tajo ed ammirare il maestoso Padrao dos Descobrimientos, che commemora gli esploratori portoghesi del XV secolo e che sembri voler toccare l’altra sponda del fiume. Dal lì si può proseguire facendo un paseo per il lungofiume fino ad arrivare all’affascinante Torre de Belém che spunta sull’acqua. Tornando indietro si possono visitare vari musei, tra cui il MAAT (arte contemporanea), il Museo nacional dos coches o da Marinha, e concludere con i meravigliosi Jardim de Belem. Il tour prende un’intera mattinata, senza visite intere ai vari siti (erano tutti chiusi) ed è un piacevole assaggio del patrimonio marittimo e navale che nel XV secolo ha reso grande il Portogallo.

Pranzo al Mercado da Riberia, di rientro verso il centro città: consigliatissimo per le good vibes, si tratta di un conglomerato di ristoranti, vinerie e tascas selezionatissime, per cui la qualità del cibo è davvero ottima. Il tutto accompagnato da cocktails impeccabili e buona musica: davvero un ottimo ambiente in cui spendere delle ore di piacevole relax. Proseguiamo poi per il quartiere Baixa-Chiado, che si distingue dai quartieri storici per i suoi boulevard di passeggio, più ampi e colorati, oltre che più eleganti e raffinati: è il quartiere dello shopping, delle luccicanti vetrine e più lussuoso.

Il fascino malinconico del Fado

Per il mio compleanno ho deciso di regalarmi una magica serata di Fado: uno scialle, una chitarra portoghese, una voce e tanto sentimento, questa immagine può bastare a descrivere il Fado, uno dei simboli del Portogallo, una musica del mondo che è portoghese.

Andiamo al Bairro Alto, in uno dei localini di fado più storici e popolari della città: Tasca do Chico, una mini osteria in perfetto stile portoghese, dove ogni sera, a partire dalle 21 fino a tarda notte si può assistere a sessioni di fado tradizionali: l’osteria si anima di turisti curiosi ma anche di locali affezionati che apprezzano il clima familiare.

Il fado canta il sentimento, le pene d’amore, la nostalgia per qualcuno che è partito, la vita quotidiana e le conquiste. Gli incontri e gli abbandoni della vita sono, in fondo, un tema che non finisce mai di ispirare canzoni. La serata è stata un intreccio di voci differenti: dal cantautore anziano, alla voce limpida della giovane nipote, al duo maschile e femminile che ha affascinato l’intera arena. Una serata indimenticbile, e inebriata dal sapore forte ma dolce del Porto.

Lisbona, profumo di oceano e saudade

Saudade è la parola che sta più a cuore ai portoghesi e che racchiude la sensazione che mi ha lasciato la città: il soffio del vento e il silenzio per le stradine vuote, la quiete di una città che di solito brulica di turisti, che non riposa per l’inarrestabile vita notturna, vista da un filtro più lento e pacato.

Lisbona
Padrao dos Descobrimientos

Nonostante questo, Lisbona mi ha rivelato cieli immensi e vedute a perdita d’occhio, una città di tram sferraglianti, funicolari e ascensori urbani in ferro battuto. La sua colonna sonora spazia dalle malinconiche note del fado ai ritmi della sua vita diurna. Grinta, carisma e panorami da cartolina che creano quell’inconfondibile fascino decadente, spettrale ma allo stesso tempo vivo e colorato che per me rappresenta l’essenza del Portogallo.

Lisbona
Miradouro Puerta del Sol

Il mio viaggio non finisce qui, ho avuto il privilegio di scoprire posti nuovi e meravigliosi, che vi darò modo di esplorare nel prossimo capitolo.

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