Les Invisibles

Le invisibili (Les Invisibles, 2018) è un film diretto da Louis-Julien Petit e basato sul libro di Claire Lajeunie (“Sur la route des invisibles: Femmes dans la rue”).

Il regista ha trascorso un anno nei centri di accoglienza per documentarsi e raccogliere storie. Ne vien fuori una commedia divertente che fa commuovere, di continuo.

Les invisibles è una storia di donne: di donne che mettono tutte se stesse per aiutare chi non ha voce, e di donne emarginate della cui sofferenza la società non si cura. Queste ultime sono appunto le invisibili, su cui il film fa luce per spingere a riflettere sulle condizioni di vita di persone ai margini. Persone in difficoltà, prima di tutto, persone che meriterebbero di guarire e di reinserirsi in società.

Il film è un elogio alle “moderne donne della resistenza”, e la riuscita de Les invisibles è data anche dalla presenza di alcune senza tetto che non sono quindi attrici professioniste. Una di queste è proprio la storia principale di Adolpha van Meerhaeghe, finita in prigione per aver ucciso il marito violento e poi a fare la homeless alla stazione di Lille. La sua onestà va oltre la pellicola, quando in un’intervista afferma: “Quand t’as une maison, t’es protégée. Pas comme dehors“, ossia: “Quando hai una casa, sei protetta, non come fuori”.

Clicca qui per il trailer!

Sono Marianna, scrivo cose, a caso?, per caso. Sono una (s)content creator, ho paura delle balene, ho sempre nostalgia di Parigi e mi diverto immaginando nomi da dare a un cane che ancora non ho. Ogni tanto soffro di logorrea, non ho tempo di scrivere ma mi narro storie nella testa. Vivo con personaggi che non esistono, ma non sono pazza, non troppo, giuro.
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