Laggiù mi hanno detto che c’è il sole di Gayle Forman

Laggiù mi hanno detto che c’è il sole di Gayle Forman

Si torna a uno young adult il cui tema affrontato, sin dalle prime pagine, è il suicidio.

SINOSSI: “Mi rincresce informarvi che mi sono tolta la vita. Era una decisione che meditavo da tempo e di cui mi assumo tutta la responsabilità. So che vi addolorerà, e mi dispiace tanto per questo, ma dovevo porre termine alla mia sofferenza. Voi non c’entrate niente, è stata una mia scelta. Voi non avete nessuna colpa.” Questa è la lettera che Cody riceve il giorno in cui Meg, la migliore amica di sempre, si toglie la vita bevendo una bottiglia di candeggina in una squallida stanza di un motel. Cresciute insieme, Meg e Cody erano inseparabili, non esistevano segreti tra loro, o almeno questo era quello che pensava Cody. Quando però va a recuperare le cose dell’amica nella città dove un anno prima si era trasferita per andare al college, scopre che c’è tutta una parte della vita di Meg da cui lei era stata esclusa: i coinquilini, gli amici del college e Ben. Il ragazzo con la chitarra, un sorriso strafottente e tanti, troppi lati oscuri. E poi c’è un file criptato sul computer dell’amica che una volta aperto sconvolgerà Cody: all’improvviso tutto quello che credeva di sapere su Meg sembrerà non avere più senso.

È dal punto di vista di Cody che leggiamo l’intera storia. Ma, se vi aspettavate suspence e misteri, scordatevelo. Quando la protagonista, una ragazza che per vivere fa le pulizie e che non ha alcuna personalità delineata, va al college a prendere tutte le cose di Meg, si imbatte nei suoi coinquilini o amici. Senza però che scopriamo niente sulla sua nuova vita. A dirla tutta, è tutto campato abbastanza in aria. La storia è credibile, almeno questo sì, ma non particolarmente avvincente. Tutto ruota attorno al cosa sia successo a Meg – senza che poi si entri davvero nel suo personaggio. Nessuno che la conoscesse bene, nessun ricordo particolare, tutto quello che resta da scoprire è nel suo pc, delle email. Non entriamo nella vita di Meg, più che altro la ricerca è una scusa per le vicende di Cody, la quale cosa scopre? Semplicemente, la sua migliore amica era malata di depressione. Dunque perchè creare aspettative su aspettative, ricerche da detective quando poi, si capisce, l’unico scopo è che Cody accetti la morte dell’amica e stia con Ben?

Ben, il quale – ricordiamolo – è stato anche con Meg. È un bad boy che si sente in colpa per la storia di Meg, ma a quanto pare lei aveva una cotta per lui e lui non se la filava di striscio. Cody, arrabbiata per l’assenza di suo padre, arrabbiata perchè non aveva capito quali fossero le intenzioni d Meg, e ancor di più esclusa dalla sua attuale vita, non si dà pace e si affida fin troppo a Ben lo sconosciuto.

Qual è il punto? L’amicizia tra Meg e Cody non è mai stata approfondita. L’una non si accorge dei problemi dell’altra, non si interrogano sul loro rapporto che è quello di due bambine cresciute assieme. Questo fa sì che tutto il romanzo si regga male in piedi. Possibile che nell’ultimo anno a stento abbiano parlato? Possibile non abbiano mai discusso della loro diversa condizione sociale ed economica? Possibile che Cody non capisse da anni il malessere evidente dell’amica? Così ha delle carenze il rapporto con Ben, di cui inizia a fidarsi a caso, con un comportamento alla “io sono un maschiaccio e una diversa”; lo mette al corrente delle sue scoperte perchè “ci siamo dentro insieme”, ma dentro insieme cosa? Lui ha fatto sesso con Meg e poi l’ha mollata, non è che la conoscesse poi tanto! Ed è, peraltro, è l’unico che sembra davvero collegato a lei. Un escamotage perchè ci sia anche la storia d’amore. Alla fine mica lo capiamo che vita facesse Meg lì a Seattle…

Insomma bisogna chiudere un occhio o anche due e ricordarsi che è pur sempre un libro per ragazzi.

Tra gli elementi positivi c’è sicuramente il processo di accettazione della morte di un nostro caro, che è descritto con maggior cura. Il profondo dolore della famiglia, lo sconcerto, il senso di colpa, la rabbia, soprattutto nel momento in cui si tratta di suicidio e non si sa bene con chi prendersela.

Una storia non particolarmente originale ma che si inserisce nella categoria degli young adult leggibili, scorrevole e anche verosimile, seppure manca di profondità.

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