La vita davanti a sè di Romain Gary

Il meraviglioso libro del pluripremiato autore Romain Gary. Da leggere almeno una volta nella vita.

SINOSSI: Eroe di guerra, diplomatico, cineasta, Romain Gary si suicidò il 3 dicembre 1980. La sua scomparsa fece scalpore ma il vero colpo di scena arrivò quando, pochi mesi dopo la morte, si scoprì che Gary ed Emile Ajar, autore del romanzo “La vita davanti a sé”, erano in realtà la stessa persona. Il libro, che narra le vicende di Momo, ragazzo arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, vinse il Goncourt inaugurando uno stile gergale da banlieu e da emigrazione, cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.

Ecco a voi un  romanzo ironico, sottile, sagace, triste, dannatamente delicato. Sul retro copertina non troviamo una trama ma solo la storia dello scrittore e del suo suicidio; Gary, pseudonimo, infatti ha avuto una vita travagliata.
La storia non è facile da spiegarsi, non c’è una vera e propria azione, ma si narra la vita di un bambino (Momò,  che ci parla in prima persona) che vive in un condominio di una periferia francese in una situazione particolare. Abita infatti insieme a Madame Rosa, un’ebrea ex prostituta e detenuta dei campi di concentramento che si fa pagare per dare sostentamento e alloggio ai figli delle prostitute o di chi non può curarsene. Il filo conduttore dell’intero libro è il legame tra il bambino e Madame Rosa, un legame forte e speciale, di madre e figlio. Tutto viene raccontato attraverso gli occhi innocenti di un bambino fin troppo perspicace per la sua età, che sparge perle di filosofia lungo tutto il racconto. Momò è musulmano e ironizza continuamente sulle differenze tra ebrei e musulmani, riflette sul senso della vita, sull’amore, sull’abbandono.

Ho notato spesso che la gente riesce a credere a quello che dice, le serve per vivere.

Ma che dire di un bambino così solo e intelligente che si fa per amico un ombrello e lo chiama Arthur? È questa un’immagine bellissima e triste. Egli sa benissimo che deve crearsi da sè un amico, perchè non ne può più di starsene solo col suo dolore.

«Che roba è?»

«È un ombrello vecchio che ho rivestito.»

«È buffo con questo vestito, sembra un feticcio. È un tuo amichetto?»

«Mi prendete per ritardato o cosa? Non è un amichetto, è un ombrello!»

Quando la donna che per lui è tutto si ammala, la sua sofferenza si dipana piano attraverso le pagine, smorzata a volte dalla sua ironia. Madame Rosa è un personaggio incredibile e Momò non fa che prendersi gioco di lei. È così grassa che non riesce a fare le scale e tutti i bambini devono spingerla insieme (perchè ha un sedere grossissimo); si sveglia la notte in preda agli incubi (teme che le SS siano venute a prenderla) e corre fino a uscire dal palazzo. Eppure lui la ama profondamente senza ammetterlo; poi, quando la malattia le fa perdere lucidità, Momò si prende cura di lei cercando in ogni modo di non spaventarla, mentendole a volte, piangendo e amandola.

Le accarezzavo la mano per incoraggiarla a ritornare e non l’ho mai amata più di allora perchè era vecchia e brutta e tra poco non sarebbe stata più una persona umana.

«Perchè piangi?»
«Non piango mica.» Mi ha toccato le guance.
«E queste cosa sono?Non sono lacrime?»
«No. Non so mica da dove vengono.»

È sempre il momento giusto per questa storia, perchè ti graffia senza che tu te ne renda davvero conto, ti conquista piano, silenziosamente. È solo la voce di un ragazzo, molto più sfortunato di Holden, che attraverso la semplicità delle parole dà vita a grandi sentimenti.

«Paura di cosa, Madame Rosa?»

«Non c’è bisogno di motivi per avere paura, Momò.» Questa non me la sono mai dimenticata, perchè è la cosa più vera che ho mai sentito dire.

Sono Marianna, scrivo cose, a caso?, per caso. Sono una (s)content creator, ho paura delle balene, ho sempre nostalgia di Parigi e mi diverto immaginando nomi da dare a un cane che ancora non ho. Ogni tanto soffro di logorrea, non ho tempo di scrivere ma mi narro storie nella testa. Vivo con personaggi che non esistono, ma non sono pazza, non troppo, giuro.
Articolo creato 197

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto