La mia bicicletta ed io

Storia di un amore

Ho sempre creduto che le cose che ci fanno più paura sono quelle che ci porteranno a un cambiamento forte, un qualche stravolgimento quantomeno emotivo. Se la paura c’è, un motivo ci sarà.

Mi è capitato al colloquio per il mio attuale lavoro, e al momento di partire per Parigi, per tante altre cose, tra cui la bicicletta. Paura di che, in effetti?, ci si può chiedere. Avevo il terrore di finire schiacciata dopo aver fatto un volo di cinque metri. Perchè? Basta vedere il film “One Day” per capirlo.

One Day, il film
Anne Hatheway morta investita nel film One Day

Ecco come mi immaginavo sarei finita dopo il mio primo scorazzamento in bici tra le auto. Anche perchè, pur vivendo in una città definita ciclabile, in realtà di piste ciclabili ce ne sono davvero poche. In particolare ci sono gli autisti degli autobus che amano bullizzare e terrorizzare i ciclisti, per cui mini appello: vi prego smettetela.

E invece, con la bici è stato amore. A tal punto che se se piove mi rammarico, e dopo qualche giorno ho voglia di rimontare in sella. Si potrebbero annoverare i tanti benefici del ciclismo, ma questo è un articolo di “Unlifestyle”, per cui parliamo di stile di vita ma anche dei disagi che essa comporta quotidianamente per alcuni umani. Quelli un po’ più goffi e sfortunati, come me.

I disagi della bicicletta

Altro che diari della motocicletta… Oltre alla serie di attentati che i malvagi autisti provano ad attuare ogni giorno, ho analizzato – grazie al prezioso aiuto della mia coinquilina, biker e amica – i momenti di disagio di ogni ciclista appassionato.

Tutto inizia di primo mattino, quando già con i guanti mi tocca aprire il cancello con le chiavi. Prosegue con la continua scelta della strada migliore da percorrere in base alla meta, e mai decisione fu più ardua visto che le strade di Bologna sono – viali a parte – anti bici, tra controsensi e sanpietrini, tombini e salite. Si continua il percorso con i semafori tutti i gusti più uno, sottolineando che ogni fermata diventa critica per chi a stento riesce a toccare coi piedi a terra nonostante il sellino sia abbassato al massimo (gambe corte?). Il momento della spesa è il più bello, perché riempendo cestino e porta pacchi anche solo equilibrare il manubrio diventa un’impresa. Ultima spesa: rotoloni di carta igienica sul retro e una mazza per lavare a terra nella mano. Sex appeal livello 100.

Fin qui, piccoli e superabili disagi che però diventano drammatici nel momento in cui la bicicletta è così essenziale nella tua vita che decidi di prenderla anche con meno sei gradi. L’ho fatto? L’ho fatto. Anche nella neve son capitata, a dirla tutta. Spassoso anche dimenticarsi di asciugare il sellino umido e bagnato e ritrovarsi i pantaloni chiazzati, stile pipì sotto.

E quindi in “questi periodi neri, spettacolari”, bisogna mettere il cappuccio, ma non basta, anche la sciarpa attorno perché non cada col vento, e i guanti (doppi?), e non sia mai che un lembo di pelle resti scoperta. Mai, mai dimenticare di coprire le orecchie. Perdere un guanto scatena quasi un attacco di panico.

La lotta per chiudere l’antifurto non è meno dolorosa, soprattutto se non hai un cavalletto e puntualmente la tua bici ti cade addosso lasciandoti lividi di disappunto. Ma il terrore più grande di un biker è il “Ladro di biciclette”, non un bel film ma un qualunque sciagurato che può fregarti la tua amata bici. Se non vi è mai capitato di cercare la bici disperati, convinti di aver subito un furto, per poi ritrovarla a duecento metri, non avete mai vissuto il vero brivido del biker.

NB Ricordare sempre dove l’avete legata per evitare infarti.

Bici uguale gioia

La verità nascosta dietro questi piccoli momenti divertenti di criticità? La bicicletta è il mezzo più bello al mondo. Perchè ti fa spostare con facilità, non inquina, non costa, ti mantiene in forma, ti accompagna ovunque senza mai abbandonarti. Come un’amica? Più o meno sì!

Il vento sul viso, e l’energia vibrante che dona al corpo. E la spinta a continuare che ti monta dentro. Evitare di sprecare benzina, chiudendosi in un autobus puzzolente pieno di gente, scegliendo il tuo percorso e senza litigare per il parcheggio? Un sogno. Pedalare mette di buon umore, questo è fuori discussione. Benessere fisico ed emotivo soltanto per una bicicletta, è possibile? Lo è eccome. Da quando vado in bici, non soffro più di mal di schiena. Pedalando al mattino prima della colazione, ho riattivato il metabolismo. Soffro meno il freddo. Mi alzo più tardi per andare a lavoro e ho scoperto nuove zone della città.

Forse un giorno arriverò davvero a parlare con lei (come stai oggi?, andiamo?), ma fino a che non mi crederanno matta continuerò a bearmi della gioia e della comodità dell’andare in bicicletta. La mia bicicletta ed io, avventure bolognesi. Ogni disagio è sopportabile se ne vale davvero la pena.