La casa sul fiume di Manta Lena

Un libro leggero e senza pretese che tuttavia non si lascia finire, scritto in modo troppo semplicistico, il cui successo è comprensibile ma per niente condivisibile.

SINOSSI: “Quando Teodora guarda le sue figlie, non può fare a meno di pensare che per loro desidera un futuro diverso, coraggioso e libero dalle convenzioni, come ha fatto lei stessa quando, giovanissima, ha avuto l’ardire di sposare un uomo molto più grande e più ricco. Ed è per questo che una dopo l’altra le cinque ragazze della casa sul fiume, ai piedi del monte Olimpo, scelgono senza paura la loro strada. La libertà però non sempre coincide con le svolte del destino: Melissanthi finisce preda dell’ossessione per il gioco; Iulìa deve proteggere il suo matrimonio dagli spietati inganni della suocera; Aspasìa ha un marito che pensa solo alla carriera e ostacola con fermezza la sua vocazione per il canto; Polixeni è un’attrice molto corteggiata e frivola, finché sarà travolta da un amore impossibile; Magdalinì si trasferisce a Chicago e scopre ben presto che suo marito nasconde un terribile segreto… Ma anche nelle più violente tempeste della vita, ognuna sa che esiste un luogo sicuro dove fare ritorno: la vecchia casa sul fiume, protetta da enormi castagni, che da sempre le chiama e le attende.”

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Non spenderò molte parole per questo romanzo da leggere su una spiaggia o in treno senza neanche concentrarsi. La storia di cinque donne, un’unica famiglia. Seguiamo le vicende di ogni donna che, sposato qualcuno dopo un giorno e senza pensarci troppo, si avventura nella vita coniugale. Personaggi descritti malissimo, concetti banalissimi, zero introspezione psicologica. Una lettura utile alla distrazione se riuscissimo almeno a interessarcene. L’autrice mette morti qua e là, tradimenti, una sorta di piccola soap opera che vuole condurre all’idea che è importante seguire il proprio cuore e comprendere le proprie radici. Finale piuttosto scontato. Sempliciotto sotto ogni punto di vista, davvero sconsigliato.

Sono Marianna, scrivo cose, a caso?, per caso. Sono una (s)content creator, ho paura delle balene, ho sempre nostalgia di Parigi e mi diverto immaginando nomi da dare a un cane che ancora non ho. Ogni tanto soffro di logorrea, non ho tempo di scrivere ma mi narro storie nella testa. Vivo con personaggi che non esistono, ma non sono pazza, non troppo, giuro.
Articolo creato 197

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