Categoria: Instant Film

140 secondi

140 secondi

La prima produzione italiana Amazon

Mi sono imbattuta in questa serie grazie al mio nuovo amore per Amazon Prime Video (comodo, comodissimo). 140 secondi si chiama così perchè è questa la durata di ogni puntata, a tema: #lavorodimerda, #precario, #affittodicasa, #primoappuntamento e via dicendo.

Questa web serie, scritta e interpretata da Valerio Bergesio, è innovativa per tanti motivi: il suo formato, la cui brevità è davvero efficace; l’autoconclusività degli episodi, per cui non c’è necessità di guardarli uno dietro l’altro; l’ironia nascosta dietro situazioni quotidiane che capitano a tutti.

Jacopo Alighieri è il protagonista, trentenne precario sottopagato che spera di trovare l’amore e un modo per pagare l’affitto. Ogni puntata di 140 secondi affronta una tematica inerente tutti i disagi che affrontiamo in una giornata, in situazioni in cui è impossibile non riconoscersi.

La mia preferita è forse #homandatounmessaggio, 140 secondi di cancello e aggiungo parole, forse non sta bene, cosa si capisce così?, sembro disperato, metto uno smile o un’altra faccina, così è da scemi?, e alla fine della puntata ho fatto solo quello. Ho mandato un messaggio.

Il ritmo serrato rende questa serie veramente godibile, e non manca, dietro la spassionata ironia, la riflessione su alcuni stereotipi: il protagonista cerca sempre statistiche su Internet (#matrimoniogay: “Il 22% degli etero crede che ai gay piacciano a tutti gli uomini, così ho chiesto: ma io ti piaccio?… ma era una statistica di merda”), il che permette di dare il via a una rocambolesca “avventura” ma anche a una riflessione sui modi comuni di comportarsi in alcune circostanze “particolari”.

140 secondi
140 secondi

Da vedere tutto di fila, 140 secondi si trova anche su Rai.tv. Perchè 140? Come i caratteri che possiamo inserire su Twitter. Cosa colpisce di più? La capacità di riassumere le modalità con cui trascorriamo il tempo. Sintesi del quotidiano, delle speranze (spesso vane) di un giovane italiano alle prese con il lavoro, dei sogni d’amore e delle delusioni. Difficoltà divertenti, 140 secondi di spasso.

Shameless Spezzacuori

Shameless Spezzacuori

La dipartita di Fiona Gallagher

Emmy Rossum in Shameless

E così, Fiona lascia Shameless.

L’ultima puntata della nona stagione di Shameless è arrivata, e con essa anche la dipartita di una delle protagoniste della famiglia Gallagher. O meglio, colei che ha cresciuto tutti gli altri.

Il risultato è stato cuore spezzato e qualche sorrisetto penoso.

Fiona è stata il perno della famiglia, la matriarca, il personaggio con cui si è empatizzato di più. Donna forte, in balìa di continue difficoltà, si è sempre rialzata ed è solo grazie a lei se tutti gli altri non hanno fatto una pessima fine. L’abbiamo vista gestire una casa intera in preda al delirio che caratterizza i Gallagher, abbiamo sofferto con lei per le delusioni amorose, con tutti i suoi tentativi di emergere, trovare soldi, guadagnarsi l’indipendenza. E alla fine ce l’ha fatta.

Insomma, è stato un addio difficile, eppure era esattamente ciò che Fiona meritava a questo punto. Partire e lasciare il South Side.

Per quanto riguarda il resto, Shameless resta una delle mie serie preferite, con pochi rivali.

È il credo dei Gallagher! Se trovi qualcosa è il tuo giorno fortunato e il giorno di merda di qualcun’altro! Domani sarà il contrario. È l’equilibrio della natura! 

Suspiria, 2018

Suspiria, 2018

L’amore e la manipolazione molto spesso sono coinquilini.


Cosa penso di Suspiria? Sto ancora cercando di capire che senso abbia questa sceneggiatura. Ma del resto, di senso non aveva neanche quella di Dario Argento. Per lo meno, ogni film di Guadagnino è un’opera d’arte, a prescindere dalla storia che racconta.

Your name

Your name

Avrei tanto voluto dirtelo… ovunque tu sia nel mondo, io riuscirò sicuramente a ritrovarti…

Da vedere perchè.

Un scambio di corpi (e anime) e il confronto tra provincia e città, tra uomo e donna. Un grande successo dovuto a un ottimo gioco tra diverse linee spazio temporali pur mantenendo una storia semplice e appassionante.

Il castello di vetro

Il castello di vetro

Castello di vetro, film in Punto Nemo

I ricchi di città vivono in case stupende, ma l’aria è così inquinata che non vedono nemmeno le stelle! Dovremmo essere fuori di testa per fare a cambio con quella gente!


Il castello di vetro, 2018

La mermoria dell'acqua in Punto Nemo

La memoria dell’acqua

La mermoria dell'acqua in Punto Nemo

Osservando le stelle, fui attratto dall’importanza dell’acqua. Sembra che l’acqua provenga dallo spazio e che la vita sia arrivata qui attraverso le comete, che crearono i mari. […]

Io mi domando: sarà accaduta la stessa cosa su altri pianeti? L’atteggiamento dei più forti sarà sempre stato uguale ovunque?

Uno dei pianeti della stella Glise, scoperta in Cile, potrebbe avere un oceano enorme. Ci saranno esseri viventi? Ci saranno alberi per fare grandi canoe? Gli indigeni avrebbero potuto vivere in pace su un altro pianeta?

 

La memoria dell’acqua, Patricio Guzmàn, 2015 – miglior sceneggiatura al Festival di Berlino

un affare di famiglia in punto nemo

Un affare di famiglia, 2018

un affare di famiglia in punto nemo

Noi ci siamo scelti. Non è così?

Da vedere perché.

Ha vinto il festival di Cannes, ma certo questo non è l’unico buon motivo per vedere Un affare di famiglia. Fa commuovere, ti prende fin da subito questa storia strana e naturale al tempo stesso di una povera famiglia giapponese. Piccoli furti, legami poco chiari, un finale che svelerà tutto ma quando sarà ormai troppo tardi: avremo forse già giustificato i personaggi dalle loro azioni perché guidati da amore. La verità arriva quando già facciamo il tifo per la famiglia protagonista, e ci colpisce facendoci chiedere, con rammarico, qual è in fondo il prezzo della felicità.

Un film dispensatore di tenerezza e bellezza.

La forma dell’acqua, 2017

La forma dell’acqua, 2017

Incapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.

Da vedere perché.

Una favola surreale, il racconto di un amore impossibile tra due creature che deficitano di un ponte con il resto del mondo. Eppure si trovano, lei senza voce e lui non umano.

Dall’inizio alla fine il film di Del Toro, vincitore dell’Oscar 2018, ci trascina con sé in un’ambientazione a tratti magica. Il filo conduttore è quella goccia d’acqua sul finestrino che diventa pioggia e poi fiume. Una simmetria perfetta di non detto, eroi quotidiani che provano a fare ciò che è giusto: salvaguardare il diverso.