Il mio dolce gemello di Nino Haratischwili

Romanzo piuttosto sconosciuto dell’autrice dal nome impronunciabile (e femminile, tra l’altro) con una storia d’amore diversa dal solito e coinvolgente.

SINOSSI: “Stella si è costruita un’esistenza di affetti sereni e sicurezze quotidiane: un bambino amatissimo, un marito attento, un buon lavoro, una bella casa. Un giorno Ivo suona alla sua porta spalancandola d’un colpo sul passato. Ivo e Stella hanno condiviso un’infanzia faticosa, impigliati nelle trame sentimentali dei loro genitori, lanciati verso una tragedia che legherà per sempre l’uno all’altra i figli. Bambini, sono cresciuti nella simbiosi dolce e disperata di due fratelli adottivi affidati all’amore eccentrico di una vecchia zia che li ha lasciati correre pomeriggi interi a piedi nudi nel forte vento del Mare del Nord, sulle sue spiagge luminose. Più grandi, sono diventati quegli amanti che non riescono a stare lontani e finiscono per distruggersi per troppa vicinanza. Poi si sono separati con uno strappo violento. Ma ora Ivo è tornato e Stella capisce che tutto il mondo che ha così caparbiamente costruito e tutte le sue difese stanno per crollare. Non resta loro che un’ultima possibilità, un lungo viaggio in Georgia, per liberarsi dal trauma sepolto che li lega e per liberare, forse, il loro amore.”

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Non è una storia che sfrutta al massimo tutte le sue potenzialità, ma ne ha tante. Alla base un amore più che fraterno, un rapporto di odio amore, un evento passato forte che unisce due persone e le separa al tempo stesso.

Ivo e Stella si compongono pezzo dopo pezzo. La narrazione al presente è interrotta da continui flashback che ricostruiscono lentamente cosa ha portato i due ad allontanarsi e cosa a legarsi; questo fa sì che la cosa vada un po’ troppo per le lunghe e alcune parti sono decisamente ripetitive. Si allude continuamente a questo evento che ha cambiato tutto senza che riceviamo mai spiegazioni. L’autrice non vuole svelarlo fino all’ultimo finendo per snervare il lettore. Ad esempio, a Stella vengono rivolte molte domande su cosa sia successo e senza alcun motivo lei non risponde al personaggio di turno. Il modo in cui si rimanda la scoperta finale non ha presupposti, insomma, e il lettore attento comprende da subito che è un espediente letterario per far crescere l’attenzione. Il difetto più grande del romanzo è il fatto che tutto ciò che accade al tempo presente è quasi come un contorno, un qualcosa per allungare il brodo e porre mille domande al lettore e aumentare la suspense, funziona relativamente perchè lo si capisce che in fondo è vuoto. È troppo chiaro quando degli eventi servono solo a creare determinati effetti e finisce per stufare.

Tanta attesa per un colpo di scena deludente. Non sarebbe stato meglio non creare tante aspettative?

 

Tujlia diceva sempre che, quando amiamo, non amiamo mai solo l’uomo, la donna, il bambino, la madre, il padre, il fratello, ma che vogliamo amare tutto e tutti allo stesso tempo in una sola persona. Che la categorizzazione dell’amore è una mania decadente dei nostri tempi di conferire una struttura a tutti i sentimenti. Diceva che abbiamo costantemente bisogno di tutto, dalla persona che amiamo. Che desideriamo sempre riunire tutte le persone in una sola, e che il desiderio finisce per mettere in ombra l’amore. Proprio perchè non possiamo mai essere tutto, mai allo stesso tempo.

 

L’autrice poteva rendere il tutto più coerente. In ogni caso, la storia d’amore c’è: non c’è poi un validissimo motivo per cui si debba definire impossibile, ma c’è, ed è tanto passionale. E c’è anche tanta gelosia, e tante fughe per poi riprendersi. Elementi ben scelti che riescono a mantenere vivo l’interesse, anche se alla fine se ne esce un po’ confusi. Tanto tormento, ai limiti della sopportazione.

L’esordio di una giovane scrittrice (con svariati errori) che non è però completamente da bocciare.

Una bella storia d’amore, morbosa, ossessiva, tragica. È il rapporto tra due persone che si cercano sempre e comunque, che si odiano ma si bramano senza mai riuscire a trovare pace. Se siete appassionati del genere, potreste apprezzarne la particolarità.

Prigioniera di infinite possibilità sprecate.