Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy

Libro toccante che immerge il lettore nelle atmosfere indiane e nella vicenda di una famiglia sconvolta da un incidente.

La scrittura della Roy, da alcuni amata da altri osannata, non ha mezze misure. Particolare, senza dubbio.
Il Dio delle piccole cose è un susseguirsi frammentato di flashback in cui si ricostruisce la storia di due gemelli indiani dizigoti, Estha e Rahel, Rahel e Estha. Che cos’ha di particolare questo libro? Non la trama, che si snoda a partire dalla vicenda della morte di una bambina in seguito a un incidente e sulle conseguenze di un amore adultero. Non le tematiche, quali l’amore, gli ideali, il classismo, la separazione, la morte, il dolore. No, ciò che rende di questo libro un capolavoro è la forza evocativa delle parole, usate con maestria dalla scrittrice.

Sophie Mol. Bevitrice dal ditale.
Piroettatrice nella bara. Era arrivata col volo Bombay-Cochin. Cappello, pantaloni a zampa d’elefante e Amata Fin Dal Primo Istante.

L’infanzia è descritta dal punto di vista dei bambini così bene da farti credere che se anche tu non ricordi di aver vissuto situazioni simili, in realtà devi averlo fatto, perché le senti dentro.

Se Estha fosse stato con loro, sarebbe toccato a lui tenere la ricevuta. Lui era il Custode dei Documenti. Il conservatore di biglietti d’autobus, ricevute bancarie, scontrini, matrici d’assegni, PiccoloUomo. Che vive in un caravan. Tu-tu.

I due gemelli si faranno carico di una colpa non loro, subiranno un distacco atroce – come ci viene spiegato al tempo presente, tra un flashback e l’altro. Difficile da seguire? Forse a tratti, ma non risulta un problema.

Tra loro non scorrono più parole, ma forse non ce n’è bisogno.

Rahel non gli scrisse mai. Ci sono cose che non si possono fare… come scrivere una lettera a una parte di se stessi. Ai proprio piedi, o ai capelli. O al cuore.

Le riflessioni alla base del romanzo sono le seguenti: è giusto che ci siano dei limiti all’amore? Si può decidere chi amare, come, perché e quanto? Cosa significa felicità all’interno della società? E soprattutto: quanto conta la fantasia? E quanto le Piccole Cose?

Che tutto cominciò davvero nei giorni in cui furono fissate le Leggi dell’Amore. Le leggi che stabiliscono chi si deve amare. E come. E quanto.

La Roy, autrice conosciuta e amata in India, con questo suo primo romanzo (passa molto tempo prima che scriva ancora di narrativa) ha conquistato la mia attenzione completamente. Il Dio delle piccole è un piccolo fiore che rileggerò, senza dubbio, tra dieci anni, cercando di ritrovarmici.

«Lo sai cosa succede quando ferisci le persone?» disse Ammu. «Quando le ferisci, cominciano a volerti meno bene. Ecco cosa fanno le parole sbagliate. Fanno sì che gli altri ti vogliano un po’ meno bene.» Una fredda farfalla notturna con ciuffi dorsali inusitatamente fitti atterrò leggera sul cuore di Rahel. Dove le sue zampette ghiacciate la toccarono le venne la pelledoca. Sei pelledoche sul suo cuore sbadato. La sua Ammu le voleva un po’ meno bene.

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