Gli influser, i futuri avversari degli influencer

Ormai è cosa nota quanto sia un’esigenza comune abbracciare l’influencer marketing, anche con buoni risultati: per gli (a)social digitali, l’influencer marketing significa, in parole spicciole, pubblicizzare il proprio brand attraverso i personaggi con più follower. E’ ben l’80% delle aziende a ritenere che l’utilizzo di campagne pubblicitarie tramite influencer sia più che efficace, quindi perché mai parlare ad un tratto di “influser” e abbandonare la nave in piena tempesta? Perché siamo nel mare digitale, dove giorno dopo giorno si profilano novità all’orizzonte, e se volete saperlo io sono sempre un passo indietro su una scialuppa di salvataggio a pensare che avrei voluto fare un dottorato in filosofia. Bene. 

Bye bye influencer?

(Magari!) Che l’influencer marketing funzioni è un dato di fatto, per quanto presenti qualche contro. La scelta dell’influencer giusto è piuttosto ardua: sono lunghi i tempi di ricerca e contrattazione, alti i costi, riduttiva l’analisi dei dati e oltretutto non c’è alcuna garanzia dei risultati. Spesso, poi, il passaggio più delicato è la scelta di modalità di inserimento del product placement. La mia teoria personale è che vivere in un mondo in cui bisogna affidarsi aquelli che sono spesso ragazzini fashion e presuntuosi seguiti da una baraonda di pecorelle, sia degradante e segno di un declino inarrestabile. Ma, ma, giudizi a parte (devo tacere da quella scialuppa) gli influencer fruttano, le persone davvero seguono i consigli dei loro opinion leader -per quanto dementi o sottoculturati. Eppure, si presuppone che i consumatori siano sempre più attenti e diffidenti: oltre che acquirenti, sono digital expert. Ecco perchè la mossa di scovare influser, anziché influencer, è molto più intelligente di quanto si possa immaginare. 

Chi sono gli influser

Che gli influser influenzino i consumi, lo si capisce dalla parola stessa, ma in che modo e come si differenziano dagli influencer? Gli influser sono degli innovatori digitali, sono coloro che sono sempre al passo con gli ultimi trend, non per soldi o per caso ma per passione. Sono sempre aggiornati sulle novità, sanno cavalcare l’onda giusta verso il mutamento. La caratteristica principale degli influser è la curiosità, insieme al costante aggiornamento. La loro forza sta nella naturalezza a scoprire l’innovazione e trasmetterla alla propria cerchia. Non fashion blogger, non travel addicted, ma menti digitali esperte e navigatori pretenziosi. Sono solo il 5,5% dei consumatori, quasi un bene raro che però ha le capacità giuste per soddisfare le esigenze di marketing delle aziende. Esempio pratico: avete presente quel vostro amico petulante che sa sempre tutto prima che lo sappiate voi?

Perché cercarli: Influse

A questo punta la start up Influse, società nata nel 2016, con l’aiuto di Doxa ha creato l’Influser detector, uno studio mirato a scovare influser. Con una ricerca sia quantitativa che qualitativa, Doxa ha cercato di individuare le caratteristiche di questi innovatori, affamati di novità e in grado di preannunciarle, così da diffonderle. Un esperimento è già andato in porto con Chiamami col tuo nome, il film di Guadagnino: si sono individuati dei temi, in questo caso musica e design, per poi divulgarli in gruppi Facebook e siti di nicchia, ossia le fonti di notizie dei nostri influser. Così sono venuti fuori, abboccando all’amo succulento della novità, sempre a caccia di contenuti particolari ma soprattutto di qualità. Una svolta per noi nemici della cultura di massa

Originalità è la parola d’ordine

Lo studio effettuato da Doxa ha svelato che gli influser sentono fortemente l’importanza della condivisione con altri membri del loro gruppo, e sono quindi degli influencer naturali; al primo posto mettono la tecnologia, ma sono anche appassionati di intrattenimento, food e travel. Il loro canale di comunicazione privilegiato è senza dubbio Internet, grazie al quale individuano i trend futuri facendosene portavoce. Qualità, originalità, diffusione. “L’influenza che la minoranza degli anticipatori esercita verso la maggioranza è un fenomeno continuo e pervasivo, in cui non è semplice interferire”, leggiamo sul sito di Influse. “Eppure dallo studio del fenomeno e dai risultati empirici emerge che sia possibile orientarlo e governarlo. Influse studia gli Influser, raccogliendo e diffondendo conoscenza e tecniche per poter intervenire nel loro processo naturale di guida degli altri.”