Folli i miei passi di Christian Bobin

Folli i miei passi di Christian Bobin

Ecco a voi un tesoro, 100 pagine di un viaggio verso la libertà.

SINOSSI: “Una giovane donna ci racconta la sua vita dal suo primo ricordo. Cresce in un circo, a due anni è innamorata di un lupo e inizia una serie infinita di fughe fino all’età adulta. Corre a folle velocità dietro alla vita, all’amore, ai suoi sogni. Mette a nudo la sua anima, la sua ribellione, i suoi progressi e le sue sconfitte, il suo bisogno di dormire come ultima scappatoia, il suo amore per la musica, Bach. E scopre una verità fondamentale per lei: nessuno, no, nessuno, mai nessuno la potrà costringere a fare quello che non vuole.”

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Questo romanzo, senza essere serioso, vibra di eleganza e leggerezza. Non una frase è buttata lì per caso, tutto è spunto di riflessione. La trama non conta poi tanto in un romanzo intimista, senza dialoghi, in cui le azioni sono soltanto la conseguenza di stati d’animo e pensieri.

Lasciamo che siano più che altro le parole del bravissimo autore a darvi un’idea di questo libro.+

A tutti i i bambini del mondo auguro di avere madri folli: sono le madri migliori.

Quanta bellezza nella descrizione della madre, una donna che è come un uccello. Spensierata, la cui risata invade le parole. Il suo amare la figlia con dolcezza, lasciandola libera di decidere qualunque cosa purchè sia quella che sente. Una figura quasi fatata, la madre che tutti vorremmo.

Sono felice che non mi ascolti, è un bene, vuol dire che ti abbiamo educata bene.

La protagonista cresce in una vita inusuale, al circo. “Si vedrà, ecco il mio metodo”, scrive questa bambina, poi ragazza e donna a dai mille nomi e dalle mille fughe, fin da piccola si addormenta nella gabbia di un lupo che veglia su di lei. Non farà altro che aspettare l’occasione per scappare dal circo in cui è cresciuta, per vivere senza confini, senza limiti. Si vedrà, vivere il presente.

Credeva solo nell’amore  e quando crediamo solo nell’amore, non abbiamo lo spirito mattutino, rimaniamo tra le lenzuola perchè l’amore è lì. O perchè manca.

Lo spirito libero che la muove ci conduce a seguirla nelle sue avventure, in un continuo inno alla libertà da legami limitanti. Poi si invaghisce di Roman, lo sposa, resta con lui, lo osserva, fino a quando s’innamora dell’orco, il suo vicino.

Conosciamo soltanto nell’amore, e io Roman l’ho amato poco. […] Ovunque, mescolate alle particelle d’aria che respiriamo, ci sono particelle d’amore errante. A volte si condensano e cadono come pioggia sul nostro capo. A volte no. Dipende così poco dalla nostra volontà, come un acquazzone di primavera. Tutto ciò che possiamo fare è restare il meno possibile al riparo. Ed è forse questo che non funziona nel matrimonio: questo lato ombrello.

Non è forse vero che l’amore ha un lato che ci ripara dalla pioggia, impedendoci di scoprire altro di noi e del mondo? L’autore, tramite la protagonista, sembra disegnarlo attraverso i dialoghi così chiari e poetici.n Quando spiega a Roman perchè ama un altro, gli dice “qualcuno mi ha donato qualcosa, mi dispiace non sei tu, ma nessuno può donare tutto”.

Folli i miei passi è un piccolo viaggio che scatena la voglia di liberarsi da tutto ciò che ci frena e sentirci vivi.

Dalla parola ‘inevitabile’ vorrei essere liberata.

Passiamo una vita ad uccidere le persone che avviciniamo e da cui veniamo a nostra volta uccisi, la grazia sta nel mantenere tutti i morti mantenendo la nostra intelligenza, allegria e dolcezza, la grazia sta nell’essere in vita anche se morta.

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