FINISTERRE hasta “EL FIN DEL MUNDO”

Ci siamo lasciati con il racconto del Cammino portoghese di Santiago. Adesso è il momento dell’ultima tappa del mio viaggio che non poteva non affacciarsi sull’acqua. Sull’oceano, in questo caso.

Dopo giorni di lungo cammino, sentivo il bisogno di spendere gli ultimi due giorni circondata soltanto dall’acqua e dalla tranquillità. E come non fare tappa a Finisterre, meta ultima per molti pellegrini che decidono di percorrere a piedi i 90 km che separano Santiago dalla città definita “el fin del mundo“.

Perchè la fine del mondo?

Per me Finisterre rappresenta la fine del mondo in tutti i sensi: la fine del mio viaggio, il Km 0 del Cammino e senza dubbi uno dei posti più suggestivi e spettacolari che abbia mai visitato.

In galiziano “Cabo Fisterra“, Finisterre sin dal tempo degli antichi romani e fino alla scoperta dell’America era infatti considerato il punto più estremo delle terre conosciute dell’antica Europa. Gli antichi romani pensavano che raggiunto “Finis terrae”  avessero raggiunto la “fine del mondo“.

Oggi Finisterre é diventato il punto più estremo del cammino di Santiago de Compostela, dov’è collocato il faro di Finisterre e la pietra miliare del “chilometro zero” . Sono molti i pellegrini che oggi si spingono fino alla punta più estrema della Galizia a piedi, si “purificano” con il bagno nelle gelide acque dell’Oceano Atlantico e vanno alla ricerca della famosa conchiglia o “Concha de Santiago“, come testimoninanza di aver percorso per intero il Cammino.

Finisterre è l’emblema della famosa Costa da Morte, così chiamata a ricordo delle tante tragedie di pescatori e naufragi che sono avvenuti nel corso dei secoli lungo le sue scogliere a picco sull’oceano Atlantico.

Arrivo a Finisterre con un comodissimo bus da Santiago de Compostela nel primo pomeriggio di un lunedì di fine Luglio. Per pernottare ho scelto un piccolo e caratteristico ostello a 5 minuti a piedi dal centro, con tanto di piscina privata e vista oceano dalla stanza. Il proprietario è un ragazzo del posto, che insieme a suo padre gestisce l’ostello e offre tour touristici in barca. All’arrivo mi segnala i punti più interessanti della città e, alla mia prima e direttissima domanda “Dov’è la spiaggia?” mi dà una panoramica completa con tanto di distinzione tra posti turistici e non. Da insanabile amante della spiaggia wild and free, non potevo non seguire il saggio consiglio di andare nella spiaggia più piccola, nascosta e isolata della penisola.

Praia da Ribeira è infatti a pochi passi dall’ ostello e vi si accede solo tramite un sentiero scavato in mezzo alla roccia. Una volta scesi i mille piccoli scalini del sentiero, la spiaggia non è ancora totalmente visibile, e per arrivarci bisogna arrampicarsi in mezzo alle rocce e superare un alquanto pericoloso tratto roccioso, il tutto accompagnato dalle nient’affatto dolci onde dell’Oceano che si infrangono sotto di te. Ai primi temerari che vedo avventurarsi, mi aggrego imitando il loro percorso che porta finalmente a un piccola spiaggia nascosta tra le rocce.

Siamo in tre persone sulla spiaggia: il silenzio è spezzato solo dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e dai gabbiani che svolazzano qua e là. Un vero rifugio paradisiaco.

Praia da Ribeira

Dopo alcune ore di relax in spiaggia, percorro il lungo litorale che porta fino al porticciolo, passando poi per il centro cittadino per proseguire fino alla spiaggia più ampia ed affollata da turisti di Praia de Langosteira.

Cabo Fisterra

Un cammino di circa tre chilomentri separa il centro città da questo incredibile promontorio a picco sull’Oceano, simbolo per eccellenza della fine del Cammino di Santiago e sede del famoso faro, il più visitato d’Europa oltre a quello più vicino all’America.

Il faro si trova a 138 metri sul livello del mare ed è considerato il capo della fine del mondo o “Finis Terrae“. Per migliaia di anni si è pensato infatti che al di là ci fosse solo un abisso acquoso nel quale il sole si spegneva tutte le notti e attraverso il quale si arrivava a una regione di nebbie popolata da mostri marini.

Il punto più frequentato del faro di  Finisterre è lo spazio del belvedere, da cui si può ammirare la spettacolare puesta del sol da cui si può godere di panoramiche irripetibili immortalando paesaggi indimenticabili.

La tradizione rende questo luogo magico, con i suoi riti da compiere, e pieno di spiritualità. 
La scogliere con il monumento allo scarpone, gioia e dolore del pellegrino, la croce celtica e le pire dove i pellegrini completano i loro riti: in molti infatti bruciano un indumento con il quale hanno fatto il pellegrinaggio per sancire il passaggio ad una vita nuova, purificata, oppure lasciano oggetti che non vogliono portare a casa dopo il Cammino sotto la croce celtica, abbandonandole al vento e al mare.

La bota del peregrino

Praia Mar de Fóra e la puesta del sol

Continuando a seguire i saggi consigli del mio hospitalero, ho scelto di assistere all’imperdibile spettacolo della puesta del sol non dal promontorio del faro, su cui si riversano la maggior parte dei pellegrini e turisti per l’occasione, ma sulla selvaggia spiaggia Praia Mar de Fóra. Il proprietario dell’ostello mi rivela che è questa spiaggetta, che si trova proprio dietro l’angolo, il miglior punto della penisola dalla quale assistere allo spettacolo del tramonto sul mare: la spiaggia è frequentata infatti solo da ragazzi del posto o da gente tranquilla, che ogni sera si ritrova in spiaggia con tanto di musica, falò e qualche birra.

Rispetto alle spiagge turistiche prima menzionate, Praia Mar de Fóra è molto più selvaggia e permette di godere appieno della potenza delle onde dell’Atlantico: non a caso è considerata la spiaggia più pericolosa di Finisterre ed è proibita la balneazione. Ci si arriva a piedi con una bella passeggiata: dal paesino si sale verso la collina (in direzione di un nuovo quartiere residenziale), lì ci si perde nei vicoletti finché si imbocca un ampio sentiero che porta ad una passerella in legno che supera le ultime dune, fino ad aprirsi su questa magnifica spiaggia incontaminata.

Praia Mar de Fóra

Lunga circa 1 km, si può godere del paesaggio, prendere il sole, passeggiare fino a dove una grande parete rocciosa cala a picco sul mare bloccando la strada. Poiché la puesta del sol è prevista in tarda serata, mi avvio per il sentiero verso le 21.30: il sole si sta avvicinando sempre più verso l’Oceano, e la discesa alla spiaggia è già colorata di giallo, oro e rosso.

Arrivo in questa spiaggia in cui ci sono piccoli gruppi di ragazzi intorno ai falò, qualche solitario fotografo, chi medita e chi avventura fino alla riva per bagnare i piedi. Il rumore delle altissime onde è forte e rimbomba sulle alte scogliere rocciose che chiudono la spiaggia.

Lo spettacolo a cui ho assistito quella sera rimarrà per sempre impresso in me: la spiritualità di quel luogo, i rumori e il vento forte, l’odore del mare e i colori del tramonto che si trasformano mano a mano che il sole scende verso l’acqua. Ho i brividi ogni volta che ripenso a quelle tre ore passate lì ad osservare lo spettacolo della natura parlarmi.

Puesta del sol

“Questo posto è pieno di spiritualità e magia. Mi sembra di essere lontana anni luce dalla mia vita quotidiana, dal caos che ogni giorno mi circonda […]. La puesta del sol mi ha dato nuove energie e rasserenato a tal punto che ricomincerei tutto da capo. Un finale degno di nota”

appunti di viaggio

Muxía

Altra tappa imperdibile sulla Costa della Morte è Muxía, che purtroppo ho visitato soltanto per una mezza giornata prima della partenza. Questo piccolo villaggio è un’altra tappa importante per i pellegrini che terminano il loro cammino a Finisterre, ed è un denso concentrato di simboli importanti per il valore spirituale del Cammino di Santiago.

Il poco tempo a disposizione mi ha comunque permesso di visitare alcuni meravigliosi emblemi della città, come il santuario della Virxe da Barca: la chiesa sorge di fronte ad un celebre luogo di culto megalitico, centrato sulla Pedra de Abalar (“pietra oscillante”), che i pellegrini fanno oscillare in cerca del suo punto di equilibrio.

Sono rimasta stupita di fronte alla maestosità dell pietra La Herida (La Ferita), così chiamata in ricordo del grave naufragio nel novembre 2002 della nave petroliera Prestige e del disastro ecologico che ne seguì nei giorni successivi sulle coste della Galizia: di fronte a questa pietra spaccata in due, solo l’enorme distesa dell’Oceano. Un posto da brividi e da cui si può godere di tramonti da capolavoro.

La Herida

Ovviamente non potevo non spendere le ultime ore a disposizione al sole nella Praia De Espiñeirido, piccola e silenziosa, in cui ho raccolto meravigliose conchiglie come da tradizione per i pellegrini che raggiungono questa spiaggia.

Vi consiglio di visitare questi posti quando sentite il bisogno di staccare da tutto, quando avete necessità di respirare l’odore della libertà e di godervi il semplice spettacolo della natura. Ne resterete ammaliati.