Faremo senza di Manu Larcenet

Pare che Zero Calcare abbia mosso mari e monti perchè questa graphic novel dell’autore francese venisse tradotta e, quindi, pubblicata. “Una riflessione, talvolta scanzonata, sul senso dell’esistenza”, recita la sinossi. Ma si tratta di un inganno, perchè di leggero nell’opera di Larcenet non c’è nulla. Lungi dall’ironizzare sulle ansie – più o meno profonde – della vita quotidiana di tutti noi, l’autore butta giù un flusso di coscienza sull’inutilità della vita che, ai suoi occhi, altro non è che un’atroce e continua sofferenza. Oltre a condurci inesorabilmente alla morte, ci costringe ad assistere alla scomparsa dei nostri cari, a fingere per avere delle relazioni sociali, a chiederci di continuo il perchè.

Su questo pessimismo cosmico potrei anche non aver da ridire, se non fosse che non c’è alcuna via di uscita a questi pensieri macabri, che ognuno di noi ha ma che Lacernet descrive come insolubili. Beh, senza dubbio non c’è soluzione alla perdita, all’assenza, alla paura, e forse viviamo anche tanto ma tantissimo dolore, spesso ogni giorno. Eppure basterebbe parlare con chiunque abbia subìto una perdita per ascoltare parole d’amore. Verrebbero proprio da quelle persone a metà, devastate. Ma Larcenet altro non fa che piangersi addosso.

Insomma, il fumettista francese dà l’idea di uno che dalla sofferenza non ha tratto nulla se non un’incurabile angoscia. Se alcune vignette sono degne di nota, e colpiscono per la facilità con cui ci si immedesima, un’ondata di grigio prevale per tutta la lettura fagocitando ogni puntino di luce che – io mi auguro – dovrebbe esserci sempre al mondo.

 

manu larcenet