Equazione di un amore di Simona Sparaco

La nuova Federico Moccia appoggiata dai vari premi, tra cui lo Strega. Una gran bella delusione, la Regina dei Libri Brutti.

Avete presente il successo di Moccia tra le adolescenti? Ecco, Equazione di un amore si avvicina molto a Tre metri sopra il cielo. La differenza? Lea e Giacomo anzichè scrivere sul muro “Io e te tre metri sopra il cielo”, scrivono la famosa equazione di Dirac (la finta pretesa di essere una cosa più intellettuale, è fisica, no?, invece è soltanto un pretesto per fingere che non sia una banalità adolescenziale).

Un romanzo che non ha pretese, tuttavia scorrevole, per il semplice fatto che la Sparaco, di cui non ho letto il successo Nessuno sa di noi, ha prodotto un romanzo assolutamente deludente rispetto alle aspettative che vi hanno ricamato attorno, e questo fa rabbia. Un prodotto puramente commerciale di cui le case editrici dovrebbero vergognarsi.

La protagonista, Lea, è una ragazza completamente succube del suo amore, non riesce a reagire o ad avere una personalità sua, è sempre in balìa degli altri, chi lo sa come fa a prendere delle scelte? È davvero snervante, scialba, all’ombra degli altri personaggi. Scrive ma chi lo sa cosa, vive a Singapore ma non sa perchè, ama il marito ma non ne è certa. Il protagonista maschile, Giacomo… che dire, l’autrice l’ha voluto rendere dannato, perchè si sa che il tormentato fa più figo, ma poi alla fine oltre a fingersi intellettualoide (già, l’autrice ogni tanto spara nomi di fisici, di letterati, ma come Lea non capisce a cosa ci stiamo riferendo, anche noi ci chiediamo a che scopo citarli se non per continuare la farsa di essere intellettuali) non fa altro che trattare malissimo la ragazza. A causa di un segreto che poi tanto segreto non è, si scopre alla fine e non è che sia di grande originalità, tanto tormento per niente. E il solo svelarlo poi risolve anni e anni di vita vissuta così, che grande profondità e verosimiglianza. Davvero.

Il marito di Lea, Vittorio, non ha alcuno spessore, il solito precisino ordinato vs il bello e ribelle, scontato. L’amica Bianca sta lì solo per dare consigli, nel ruolo di amichetta adolescente alias grillo parlante per la protagonista, così passionale fino alla stupidaggine e alla mancanza di amor proprio.

Non saprei davvero cosa aggiungere, magari non rovino la sorpresa finale che altro non è che una forzatura che c’entra ben poco con la storyline. Un colpo di scena buttato lì per rendere il romanzo più cool.

Ci si sarebbe potuti accontentata di una storiella scritta bene e interessante, ma qui si viene presi in giro, tale la pubblicità e il successo di questo romanzo. Ci sono ben due pagine di indecisione della protagonista di tale profondità letteraria: “lo cancello da Facebook?, premo il tasto Rimuovi dagli amici?, guardo le sue foto sul suo profilo?”

Un incubo.

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