Cancella il giorno che mi hai incontrato di Leisa Rayven

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Benvenuti in Libri Brutti, capaci di deviare le adolescenti e trasformare il sesso in un’ossessione.

SINOSSI: “Cassandra e Ethan. Quando sono sul palco insieme, a nessuno sfugge l’attrazione e la potente alchimia che si sprigiona tra loro appena si sfiorano o si guardano negli occhi. Una passione che toglie il respiro, davanti alla quale è impossibile restare indifferenti. Tanto che all’Accademia d’Arte di New York vengono scelti come protagonisti per lo spettacolo di fine anno, Romeo e Giulietta, la storia d’amore più famosa di tutti i tempi.
Però, una volta calato il sipario e smessi gli abiti di scena, il rapporto tra Ethan e Cassandra si rivela complicato e ingestibile. Lei è la classica brava studentessa, timida, ingenua e sempre pronta ad assecondare il prossimo pur di farsi accettare. Ethan invece è bello e dannato, con un volto da angelo ribelle a cui nessuna ragazza può resistere. Lasciarsi sembra l’unica soluzione per continuare a sopravvivere, anche se il dolore è devastante, soprattutto per Cassandra. Rimasta sola a New York deve ricominciare da zero partendo proprio da se stessa e dal suo cuore tradito. Mentre Ethan, baciato dal successo, è in tournée in giro per l’Europa.
Anni dopo, scritturati di nuovo per interpretare una coppia di amanti, Cassandra e Ethan si ritrovano sul palco ad affrontare i demoni del loro passato e il fuoco di quella passione che, nonostante il tempo, non ha mai smesso di ardere. Ma può un amore così intenso e lacerante finire davvero?”

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Ovviamente è uno young adult, o forse meglio un new adult, per gli amanti del genere, quindi senza pretesa alcuna.

Una scuola di teatro, protagonisti più adulti (diciannove anni nei flashback e venticinque nel presente), un pizzico in più di originalità. Come struttura funziona abbastanza, peccato per le offese all’intelligenza del lettore che vi sono contenute dentro.

Eccone un elenco:

1. La scrittura dell’autrice. “Mi piace un casino” oppure “strafico” sono le espressioni ricorrenti che ammazzano secoli di letteratura. Esistono sinonimi meno adolescenziali e puerili, anche per dei Libri Brutti.

2. È porno. Non nelle azioni, nei pensieri di Cassie. Lei naturalmente è vergine, come sempre. Anche se ha vent’anni questo stereotipo incanta le fanciulle, pare. Mai una trama con una ragazza che affronta anche i suoi rapporti passati, o che perda la verginità con qualcuno che non finirà per sposare. Davvero molto credibile ai giorni nostri.

Nonostante lei sia vergine è costantemente eccitata e ci sono pagine intere che descrivono i suoi desideri. Ok la tensione sessuale, ok i baci, ma più di una volta ci si sente in imbarazzo per lei. “Gli guardo il pacco, quanto è duro…”, espressioni simili che avvicinano questo libro più a un triste Harmony. La frase clou è: “Giuro che sono così disperata che a volte penso di prendere il primo che capita, strappargli i vestiti di dosso e violentarlo su due piedi.” Una scrittura che fa letteralmente rabbrividire.

3. Cassie, la protagonista. C’è un limite alle magre figure che una ragazza può fare. Vomitare e farsi tenere i capelli dal bad boy sembra un punto fisso in questo genere, ormai diamolo per assodato. Ma che Ethan legga il suo diario dove c’è scritto che gli fissa di continuo il pene e che è il più bel pene del mondo… è da sotterrarsi nella vergogna e non uscirne mai più. Così come svegliarsi accanto a lui e scoprire che nel sogno stavi per avere un orgasmo, toccandolo proprio lì, e lui è sveglio a fissarti. Cassie non ha alcuno spessore psicologico, ma cosa lo dico a fare?. Ha solo un chiodo fisso che trasforma l’intero libro in un triste romanzetto erotico, non spara altro che frasi ammiccanti, potrebbe risultare una pervertita come se al mondo esistessero solo le pulsioni sessuali.

 

 

Qualche elemento positivo? L’alternanza presente e passato carica di attesa, ci si aspetta di capire perchè nel presente le cose vanno così, cosa sia accaduto, si percepisce la maturazione di Ethan, la sua sofferenza. Questa poteva essere una carta vincente, come i dialoghi serrati sui due (se non fossero solo inerenti il sesso), il continuo focus sui due senza digressioni, la possibilità di giocare su due fronti (la realtà e la finzione degli attori). Elementi che avrebbero sostenuto di più la storia se non fosse stata scritta con i piedi.

Pare che a grande richiesta uscirà un seguito, e il che non può che farci riflettere sul marketing editoriale odierno.

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