Un bel libro scorrevole, una storia affascinante e ben narrata. Sicuramente ben venduta e per il grande pubblico, manca un po’ di ricercatezza.

SINOSSI: “Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a inseguirlo e a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan – il ragazzo dal viso di bambola, il cacciatore di aquiloni – è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve partire, tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C’è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro, dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più. Trent’anni di storia afgana – dalla fine della monarchia all’invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri – rivivono in questo romanzo emozionante e pieno d’atmosfera, diventato uno straordinario successo internazionale.”

 

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La più grande pecca del romanzo: la scrittura. Hosseini scrive in modo molto semplice, chiaro, quindi assolutamente funzionale alla descrizione di questa storia. Ciò che mi manca è un po’ la cura nella scelta delle parole, ecco perché è “per il grande pubblico” con uno stile poco originale.

A parte questo, l’incredibile successo di questo romanzo si può ben spiegare. Scritto in prima persona, da subito fa entrare il lettore in un mondo che effettivamente è sconosciuto ai più, quello afghano. Dunque leggiamo usi e costumi non nostri, che però comunque ci sembrano familiari. Non possiamo non affezionarci a Baba, ad Alì, e soprattutto al buonissimo Hassan. Col protagonista Amir entriamo in sintonia fino al punto di odiarlo, perchè è codardo, è vile, ma è talmente umano che non possiamo non riconoscerci in lui. La storia tratta della sua evoluzione come uomo, non ci sono liete fini, c’è tutto da perdere e la guerra e il tempo portano via ogni cosa. Non si è mai  di fronte ad aventi strappalacrime e o fini a se stessi, al storia procede, intensa.

La violenza, le ingiustizie, il terribile peso dei rimorsi e dei rimpianti ci grava addosso senza risparmiarci dolore. E, cosa più importante, la riflessione.

E quando un libro fa riflettere, con alla base una storia emozionante – seppur con uno stile di scrittura semplice, viene apprezzato.