Sapiens: da animali a dèi. Breve storia dell’umanità di Yuval Noah Harari

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Ambizioso best seller del professore israeliano Harari: una storia dell’umanità non solo all’altezza delle aspettative, ma interessante e intrigante.

Spinge il lettore a riflettere, a porsi in diversi punti di vista, pur toccando una grande varietà di temi importanti.

Discutere di questo saggio richiede onestà intellettuale e soprattutto l’ammissione che è difficile approfondire ogni tema trattato. Ci si sente storici, sociologi, antropologi, filosofi, ma anche scienziati, biologi, informatici, economisti, matematici. Ed è questo l’intento di Harari, trattare la specie umana, l’Homo Sapiens, per il complesso di facoltà che lo caratterizzano e che rappresenta.

Il fattore più apprezzabile di “Sapiens, da animali a dèi” è l’umiltà di Harari di non porsi come narratore onnisciente o schierato. Con un linguaggio chiarissimo, a tratti colloquiale, permette a chiunque di comprendere ciò che spiega. Ma la semplicità con cui narra non è sinonimo di banalità: si pone piuttosto come un analista che, lucidamente, esamina la storia e la sviscera con l’attenzione di un chirurgo. L’autore non confonde mai i diversi campi che tratta, osserva la realtà con occhio critico esterno, avvalendosi della conoscenza della Storia.

Un testo che domanda

Quali sono le domande a cui si approccia nel suo testo? Tantissime: tutti dovrebbero leggerlo, ogni uomo che sia curioso del mondo che gli è intorno.

Perché, quando c’erano diverse specie umane, solo Homo Sapiens è sopravvissuto? Come e perché l’uomo ha sterminato i suoi simili, ad esempio i Neanderthal che non erano in nulla inferiori a noi? Come specie, in che modo ci siamo evoluti? Questa l’introduzione ai primi capitoli magnetici, che ci conducono ai temi concatenati della nascita del pensiero, delle differenze tra noi e gli altri animali, delle trasformazioni psico-fisiche che ci hanno reso quelli che siamo. È la Rivoluzione cognitiva, che appunto analizza le nuove capacità cerebrali del Sapiens con tutte le conseguenze che portarono con loro.

Non meno interessante la parte sulla Rivoluzione agricola, che Harari ritiene la più grande impostura della storia. Sapevate che l’agricoltura, che ci sembra aver risolto una miriade dei problemi che avevano i nomadi cacciatori-raccoglitori, in realtà ha geneticamente indebolito l’uomo? Perché? Esagerando, Harari ritiene che sia stato il frumento ad addomesticare l’uomo, e non il contrario, poiché ne siamo divenuti completamente dipendenti. Come sono nate le prime società? Come si è trasformata l’economia, e con essa le abitudini?

E soprattutto com’è che sono nati, certo non all’improvviso, le nazioni, e la democrazia, e il cristianesimo? Senza paura di ricevere polemiche, Harari fa comprendere che tutto ciò fa parte di un ordine che l’uomo stesso mantiene tramite l’immaginazione. L’intelligenza di Homo Sapiens è stata quella, rispetto ad altri animali, di far sì che un grosso numero di membri, anche estranei tra loro, cooperassero. E l’ha fatto attraverso i miti.

Quest’ordine ha come regola il non ammettere mai che è solo immaginato: è inoltre intersoggettivo, in cui devono credere più individui; modella i nostri desideri e non c’è modo per uscirne.

Per esempio i desideri più coltivati dagli occidentali del nostro tempo sono modellati da miti romantici, nazionalisti, capitalisti e umanisti che esistono da secoli. […] Anche i desideri che di solito la gente ritiene più personali sono programmati dall’ordine costituito immaginario. […] Il dollaro, i diritti umani e gli Stati Uniti d’America esistono nell’immaginazione condivisa di miliardi di persone, e nessun individuo, da solo, ne potrebbe minacciare l’esistenza.

Riflettere sull’uomo

Rivalutare le idee, che in effetti sono immaginate e facenti parte di un ordine, può servire al lettore per importanti riflessioni su ciò che ha sempre considerato già dato, e soprattutto per una visione del mondo meno eurocentrica ed occidentale.

Harari passa poi all’introduzione del concetto di cultura con tutte l sue contraddizioni, sottolineando che “la coerenza è il gioco delle menti ottuse”. L’analisi è dei tre ordini universali comparsi già nel I millennio:

  • economico: ordine monetario
  • politico: ordine imperiale
  • religioso: ordine delle diverse religioni mondiali

Brevi ma estremamente interessanti, questi paragrafi coniugano fatti storici a riflessioni più generali che coinvolgono popolazioni di ogni parte del mondo che hanno appunto fatto la storia dell’umanità.

Infine l’ultimo capitolo è dedicato alla Rivoluzione scientifica e a tutto ciò che ha portato con sè, passando per le tematiche del colonialismo e del progresso tecnologico, per giungere alla genetica e alla cibernetica.

Difficile non provare curiosità per l’opera di Yuval Noah Hariri, di cui cliccando qui trovate un assaggio

Circa 70.000 anni fa Homo Sapiens era ancora un animale insignificante che si faceva i fatti propri in un angolo dell’Africa. Oggi è sul punto di diventare un dio, pronto ad acquisire non solo l’eterna giovinezza, ma anche le capacità divine di creare e di distruggere. […] Ma abbiamo forse diminuito tutte le sofferenze del mondo? […] Può esserci qualcosa di più pericoloso di una massa di dèi insoddisfatti e irresponsabili che non sanno neppure ciò che vogliono?

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