Metafisica della felicità reale di Alain Badiou

Categorie Cogiti, Saggi

Ogni felicità è una vittoria contro la finitudine. Ogni felicità è un godimento finito dell’infinito.

Alain Badiou, autore della teoria di una filosofia del cambiamento , ci spiega in questo breve libro cosa significhi essere felici e come cambiare il mondo. Con un linguaggio semplice e scorrevole, ci introduce al concetto di “desiderio di filosofia”, ossia il desiderio di una rivoluzione nel pensiero e nella vita. Secondo Badiou, perchè una rivoluzione possa verificarsi, abbiamo bisogno di quattro elementi: rivolta, logica, universalità, rischio. Il mondo contemporaneo è inappropriato ad ospitare questi quattro fattori, tanto che la felicità si è ridotta ad avere le sembianze di una soddisfazione consumatrice.

Tre sono le correnti principali della filosofia mondiale.

  • La filosofia ermeneutica e fenomenologica (Heidegger, Gadamer),  il cui desiderio rivoluzionario è schiarire attraverso l’interpretazione: la felicità reale è la figura dell’Aperto;
  • La filosofia analitica (Wittgestein), il cui desiderio è la condivisione di senso (degli enunciati) e la felicità reale l’affetto della democrazia;
  • La filosofia postmoderna (Derrida, Lyotard), il cui desiderio rivoluzionario è la creazione di nuove forme di senso e la felicità reale il godimento di queste nuove forme.

La ricerca della verità, per queste correnti, è ormai solo una ricerca della pluralità del senso, ed è quindi diventata impossibile una metafisica della verità; inoltre il linguaggio, con un ruolo ormai centrale, è divenuto il luogo del pensiero.

Secondo Badiou, si devono superare le tre dimensioni filosofiche dominanti, poichè il mondo ha bisogno di una proposta filosofica fondatrice. Citando la sua opera più importante, L’essere e l’evento, Badiou prosegue ad elogiare l’antifilosofia, quella di personalità implacabili quali Rosseau, Pascal, Nietzsche.

Nessuna felicità è immaginabile se l’individuo non va oltre il tessuto delle mediocri soddisfazioni nelle quali sguazza la sua oggettività animale, per diventare il Soggetto di cui è capace. […] Ogni episodio della vita, per quanto triviale o infimo, può essere l’occasione di sperimentare l’Assoluto, e dunque la felicità reale.

Un libro sulla felicità? Di più

Per Badiou, una buona dose di disperazione è necessaria per la felicità reale, che è ben diversa dalla soddisfazione. “Vota la tua fedeltà a ciò che è ufficialmente bandito, ostinati lungo i sentieri dell’impossibile. Vai fuori strada”, ci incita. “Allora potrai conoscere la felicità“.

La felicità è il godimento dell’impossibile, un atto di fedeltà nel diventare noi stessi Soggetto del cambiamento, soggetto che scopre di poter diventare. Così soltanto avremo una libertà che ci permetta di creare qualcosa nel mondo, qualcosa di eccezionale che derivi dal reale; il nuovo soggetto sarà inoltre svincolato dall’identità, generico e senza patria, creatore di universalità; si scoprirà inoltre capace di fare ciò che prima riteneva impossibile, e quindi scoprirà la felicità che è una vittoria contro la finitudine.

La felicità è godere dell’esistenza potente e creatrice di qualcosa che dal punto di vista di questo mondo era impossibile. Come cambiare il mondo? La risposta è in realtà esilarante: essendo felici. Ma si dovrà pagarne il prezzo, che è quello di essere a tratti davvero insoddisfatti. È una scelta, la vera scelta delle nostre vite. È la vera scelta riguardante la vera vita.

L’intellettuale francese, platonista e sessantottino,  si dichiara contro il consumismo e il capitalismo in favore di un nuovo umanesimo.

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Per approfondimenti su Alain Badiou, clicca qui (intervento di Alain Badiou alla conferenza “Le symptôma grec”, presso l’Università di Parigi 8 e all’École Normale Supérieure dal 18 al 20 gennaio 2013)

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