Libri da leggere perché

In preda a raptus di bisogno famelico di libri nuovi, molto spesso ci facciamo convincere ad acquistare qualcosa di cui ci pentiamo grandemente. A poco serve leggere recensioni su recensioni, ognuno ha i suoi gusti e poi, diciamoci la verità, la fusione con una storia dipende da così tanti fattori… proprio come avviene nelle relazioni. Il primo incontro (oh la tua copertina mi ha incantato!), l’incipit (le prime parole che mi hai sussurrato!), le frasi aperte a caso che sembrano descrivere te in quel momento (Mi leggi nella mente, siamo anime gemelle!). Insomma, dal colpo di fulmine al primo appuntamento, dalla trepidante attesa fino all’eventuale coinvolgimento emotivo, innamorarsi di un libro è, a volte, del tutto casuale.

Questo post nasce dal ripensare ai miei libri/amori passati che sono capitati tra le mie mani, voluti e non voluti: quand’è che li rileggerei? Questa è la mia lista personale dei libri da leggere perché.

 

Perché ti cambia la vita

Lo straniero di Albert Camus. Potrò peccare di banalità, ma credo che questo libro sia stato la mia relazione più importante. Non ha bisogno di presentazioni e deve essere letto.

Perché sono curioso

In teoria potremmo essere avidi di leggere qualunque cosa, ed è bene che sia così. Ma se siete curiosi di spaziare tra svariati argomenti posti in modo chiaro, leggete Homo Sapiens. Da animali a dèi di Yuval Harari. Fa venir voglia di rimettersi a studiare.

Perchè sono innamorato

Potremmo citare secoli di letteratura. Ma da innamorati, o anche solo quando abbiamo voglia di innamorarci, resta intramontabile Cime tempestose di Emily Bronte. Troppo sdolcinato? Meglio allora Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, una disamina della condizione dell’innamorato che si dispera alla ricerca dell’impossibile fusione con l’Altro. Ci aggiungerei Terapia di coppia per amanti, leggero e brillante, in cui due amanti vanno dallo psicologo per affrontare la loro relazione etra coniugale.

Perché voglio emozionarmi

Per fortuna sono tante le storie capaci di far piangere e sorridere, ma Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella è un colpo al cuore. Anche Accabadora e l’Arminuta riescono nell’intento, per una letteratura tutta italiana.

Perché ho voglia di compagnia

Se aveste il desiderio di contornarvi di personaggi di ogni genere, leggete La banda dei brocchi di Jonathan Coe: Benjamin, col suo gruppo di amici, vi regalerà dei nuovi compagni di avventure.

Perché mi manchi

Mancarsi di Diego de Silva è una piccola poesia da leggere tutta d’un fiato, utile a scavare dentro ciò che è finito ma non finirà mai. Ma anche La bellezza delle cose fragili è una storia particolare in cui l’assenza è la regina di una storia delicata e particolare. Anche Norwegian Wood evoca una costante sensazione di nostalgia e malinconia, e considero questo romanzo di Murakami uno step immancabile per immergersi nella mancanza di qualcuno che non c’è più.

Perchè voglio riflettere

Siete alla ricerca di un viaggio introspettivo? Allora scegliete senza dubbio Gli uccelli di Veesas, poco conosciuto ma così profondo, oppure Il grande marinaio, il percorso di una donna in Alaska, sui pescherecci, alla ricerca del risanamento del proprio dolore.

Perchè l’hanno letto tutti

Se dei romanzi diventano bestsellers un motivo ci sarà, eppure sono così spesso discorde con le vendite che ho iniziato a dubitare della mia capacità di giudizio. Non è avvenuto però con Il cacciatore di aquiloni, commovente e godibile.

 

Perchè ho voglia di sognare

Sempre abbiamo voglia di sognare: L’ombra del vento può aiutarci a immaginare mondi nuovi, anche se una rilettura di Harry Potter non guasta mai, per quanto cresciuti possiamo essere. Ma vince in questa categoria Folli i miei passi di Bobin: un inno alla libertà.