Le nostre anime di notte di Kent Haruf

Le nostre anime di notte di Kent Haruf

L’ultimo breve romanzo di Kent Haruf che ci fa tornare ad Holt, la cittadina provinciale e bigotta dove si muovono i personaggi – così veri – descritti con maestria dall’autore.

SINOSSI: È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.

Non ci sono grandi differenze con gli altri romanzi di Haruf: anzi, dopo la Trilogia che l’ha reso così famoso, si riconoscono i temi a lui cari. Alla fine tutti i personaggi partoriti dall’autore sembrano diversi e così uguali, universali alla fine, esempi del genere umano. Sempre avvolti da un’aura un po’ oscura, segnati dal dolore e della vita, si fanno apprezzare proprio per ciò che sono. Questa è la potenza della scrittura di Haruf, la sua bravura: la portata universale dei suoi romanzi.

Addie e Louis hanno la bellezza della semplicità: potremmo essere noi, quei due settantenni che non desiderano altro che passare la notte insieme. La vita se la raccontano sussurrandosela sotto le coperte, ed è come il resoconto di una vita che non va mai data per scontata. Ci si confronta con sogni e desideri delusi, con la sconfitta, attraverso le loro bocche apprendiamo di dolore, morte, eppure il romanzo è stato definito “come una carezza”, e non si potrebbe essere più d’accordo. Scalda il cuore.

Holt resta una cittadina provinciale, chiusa, segno di una società ottusa. Ma ciò che di brutto ci circonda – le dicerie, la cattiveria, la morte – sono nulla in confronto alla bellezza dei sentimenti autentici. Questo pare il messaggio che traspare dalle pagine di Haruf, per cui ci si sente confortati dopo la lettura che diventa lieta e a tratti malinconica.

Adoro questa cosa. È meglio di quel che speravo, è una specie di mistero. Mi piace per il senso di amicizia. Mi piace il tempo che passiamo assieme. Starcene qui al buio di notte. Parlare. Sentirti respirare accanto a me se mi sveglio.

Le nostre anime di notte, in particolare, ha il potere di donare speranza. La tenerezza e il rispetto tra Louis e Addie è di esempio contro i pregiudizi degli ottusi. A cosa serve preoccuparsi di continuo di ciò che pensano gli altri? Cosa c’è di male se due vedovi decidono di affrontare la solitudine insieme?

Ho deciso di non badare a quello che pensa la gente. L’ho fatto per troppo tempo – per tutta la vita.

Ti ho già detto che non voglio più vivere in quel modo – per gli altri,per quello che pensano, che credono. Non è così che si vive. Non per me, almeno.

Una volta terminata la lettura, consiglio di leggere l’intervista alla moglie dell’autore su Repubblica cliccando qui

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