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Le domande degli scrittori moderni

Se la risposta è sì ad almeno 5 di queste domande, siete degli scrittori digitali e probabilmente disperati… e sappiate, non siete soli.

1.Affannarsi per un euro ad articolo, 50 centesimi in più per ogni 300 parole aggiunte?

2. Scrivere di modelli di automobili e pezzi di ricambio quando avete consegnato una tesi di laurea su Dante?

3. Fare storytelling di un brand che vende succo di pomodoro in scatola o maniglie e infissi?

4. Idearsi arredatori/arredatrici per consegnare un pezzo Seo friendly di design, infilando in ogni dove keyword quali “divano” e “stile”?

5. Vedersi rifiutato un qualunque genere di manoscritto mentre il libro
dal nome “hashtag qualcosa” di un tal dei tali youtuber spopola edito da Mondandori?

6. Sentirsi dire ai colloqui di lavoro che a scrivere sono capaci più o meno tutti, è vendere la parte difficile?

7. Non arrendersi al fatto che per scrivere bene bisogni anche vendersi bene?

8. Sentirsi dire che per scrivere un pezzo di gossip live devi guardare l’intera puntata de “L’isola dei famosi”? E che se non lo condividi sui social il tuo compenso verrà ridotto…?

9. Lottare per non ripetere a te stesso che forse la scrittura non dovrebbe tradursi in un lavoro svilente?

10. Domandarsi se sia giusto svalutare il ruolo delle parole, rendendole appetibili, scegliendo quelle numericamente più cercate, storpiandole pur di trasformare un lettore in un consumatore?

Scrittura vendesi, prego. E vincita di parole a caso per il miglior non-scrittore esistente.

Se poi vi interessa sapere qualche info su come evitare le finte case editrici (anche dette copisterie editrici), cliccate qui. Altrimenti, godetevi ancora la vita da scrittori moderni e flessibili.

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