Le COPISTERIE editrici: le case editrici per esordienti da evitare

Siete alla vostra prima esperienza con una casa editrice ed è un momento emozionante, un sogno. Ma non mancate di seguire alcuni utili consigli per evitare di firmare con quella che si può definire una Copisteria Editrice, che svaluterebbe il vostro lavoro limitandosi a stamparlo.

Ci sono un po’ ovunque, sparsi per il web, consigli per gli esordienti: come scrivere e confezionare un romanzo di successo e soprattutto a quali case editrici inviarlo. Ci sono elenchi di case editrici che accettano di valutare opere inediti di inesperti sa cui potete prendere spunto.

Certo è che prima di inviare il manoscritto dovreste accertarvi di inviarlo a chi pubblica effettivamente il genere di cui vi siete occupati: ma sarebbe lapalissiano, scontato, dire che se avete scritto un romanzo fantasy non è il caso di inviarlo a una casa editrice specializzata in pubblicazioni scientifiche.

Quest’articolo, che non vuole ammassarsi ai molti altri sull’argomento, vuole parlare di una fase successiva, quella della firma del contratto e della scelta della casa editrice giusta: perchè ci sono moltissime case editrici, che definisco ironicamente Copisterie editrici, pronte a sfruttare l’inesperienza dello scrittore.

 

Molti vi proporranno dei contributi, e senza neanche pensarci due volte c’è una sola cosa da fare: rifiutare. Non per principio, non per arroganza, semplicemente perché a quel punto davvero potreste recarvi in una normalissima copisteria e pagare per la stampa. Il primo criterio di selezione quindi è scartare coloro che vi illudono che serva il vostro denaro per pubblicarvi.

Ma magari fosse così semplice, no: molti non vi chiederanno del denaro subito, ma dopo. Infatti c’è spesso la clausola di dover acquistare per forza delle copie in conto deposito/vendita: è subdolo, perchè così si accertano di avere un minimo guadagno a carico dello scrittore.

Accertatevi, una volta che avrete il contratto tra le mani, che non vi propongano di vendere l’opera a un prezzo spropositato. Diciotto euro per centocinquanta pagine? Sarebbe limitante nelle vendite. Dovete pensare che comprare il libro di un esordiente che ha pubblicato con una casa editrice minore è un investimento per il lettore. Pochi rischierebbero di pagare tanto per un prodotto che non conoscono, specialmente se costa più del tempo impiegato a leggerlo. Noi sappiamo che quantità e qualità sono cose diverse, ma non sempre questo concetto è immediato.

Un altro punto importante è la lista di librerie in cui sareste ipoteticamente venduti. Vi potrebbero consegnare un elenco che include librerie di tutte le città di Italia, e voi esaltati sareste spinti a firmare: bella presa in giro. Chiedete informazioni su questa fantomatica lista! Spesso sono delle librerie che, semplicemente, in passato hanno accettato di ordinare delle copie della Tale Copisteria Editrice (e per farlo a volte si fanno perfino pagare dall’autore stesso o dall’ordinante). Poi quando andrete a parlare con loro (e sono presenti anche Feltrinelli e Mondadori, tanto per dire) vi diranno che non lo faranno mai.

Inoltre non pensate ai guadagni, che sono insignificanti come ci si è sempre aspettato dal mestiere: la certezza è che loro, pur non facendo nulla, guadagnano sicuramente più di voi.

Se vi trovaste comunque dinanzi all’eventualità di aver firmato il contratto, vi spiego perchè l’autopubblicazione sarebbe stata in tal caso una scelta più saggia. La copisteria editrice vi dirà subito infatti l’elenco di ciò che loro NON faranno:

  • Non correggeranno il vostro testo. Siete voi a dover fare l’ultima correzione, quella fondamentale; loro al massimo daranno uno sguardo generale per evitare grossi refusi (che non saranno comunque evitati). Dovreste in poche parole pagare qualcuno che lo rilegga, perchè la Copisteria editrice se ne lava le mani
  • Non scriveranno la sinossi. Una cosa così importante come la presentazione sintetica del vostro romanzo, ciò che viene letta da tutti e che dovrebbe convincere all’acquisto, è affidata direttamente a voi
  • Non cureranno la grafica. L’immagine della copertina dovete sceglierla voi, e, senza apporre modifiche, molto probabilmente si limiteranno a metterci su il titolo (su cui non avrete consigli o pareri)
  • Una volta pubblicato il romanzo vi renderete conto che non sarà presente in nessuna libreria: siete voi a doverlo ordinare andando di libraio in libraio. Loro si preoccuperanno al massimo di pubblicare un post su Facebook o sul sito della Copisteria per avvisare della nuova uscita
  • Non vi sosterranno durante le presentazioni.Se organizzaste presentazioni (anche perchè ci sono pochi altri metodi per vendere a queste condizioni) dovrete avvisarli con anticipo: chiaro segno che stampano giusto le copie che ordinate. Naturalmente non mancheranno di impiegarci tempo, facendovi litigare con il libraio e gli organizzatori
  • Non vi diranno come stanno andando le vendite: dovrete aspettare per saperlo, e tanto (mentre pubblicandovi self lo sapreste ogni tot di giorni e mesi). Qualcuno per comunicarvelo non userà neanche la mail, ma pubblicherà il resoconto in gruppi, presenti sui social, con altri autori sventurati. Grande privacy e professionalità, senza dubbio!
  • Non pubblicizzeranno, quindi, il vostro romanzo in nessun modo, e quindi non faranno assolutamente nulla perchè veniate letti

 

Sicuramente un esordiente abile potrà raggiungere comunque il successo tramite le Copisterie editrici, ma pensateci per un momento: ne varrebbe la pena? Se spetta a voi tutto questo lavoro, perchè non scegliere la più comoda piattaforma Narcissus? Vi toccherebbero gli stessi passaggi che la Copisteria ha comunque affidato a voi, soltanto che avreste guadagni maggiori.

 

State molto attenti nella scelta della casa editrice, perchè il lavoro, sacrificato e sudato, è vostro: non sacrificatelo al peggior offerente!

 

 

 

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